13/05/18

Come si comincia un romanzo?

Bentrovati carissimi,

mentre il mio primo romanzo abbandona il suo bozzolo di file Scrivener per rinascere ebook nelle mani della casa editrice io riprendo in mano i manuali di scrittura e mi getto a capofitto con gran entusiasmo in una nuova avventura. 

In questi cinque anni dedicati a Non torno subito ho scritto altre cose, mi sono segnata ogni idea, ho giocato con personaggi memorabili, ho analizzato le descrizioni dei libri che leggevo e ho impostato due romanzi, completamente diversi tra loro.
Il primo è una favola alla Tim Burton, avulsa da ogni schema, molto difficile da scrivere perché ambientata in un mondo completamente inventato. Ve ne avevo già parlato qui, dopo essermi innamorata de "La meccanica del cuore" di Mathias Malzieu. In questi anni la trama si è aggrovigliata e i personaggi hanno preso colore e ora muovono i primi passi incerti.
Il secondo è una storia quotidiana, con una protagonista comune, in cui non succede nulla. Che noia, direte voi. Eppure se mi riuscirà di sviluppare le psicologie dei personaggi come intendo ne potrebbe uscire un ottimo risultato. Un po' come fa Charlotte Link in Giochi d'ombra, un giallo che mette qualche personaggio in una stanza e non li lascia uscire finché non si scopre il colpevole. Un altro esempio è Il bordo vertiginoso delle cose di Gianrico Carofiglio, in cui uno scrittore insoddisfatto ripensa alla sua vita dopo aver letto un articolo sul giornale.

Intendo portare avanti entrambe le idee contemporaneamente, tenendo a mente un lettore ideale intelligente e un po' avventuroso. Ora sono curiosa di vedere dove mi porterà la mia fantasia, schiacciata da tanto tempo passato a revisionare e ri-revisionare e lucidare quella prima stesura che mi aveva divertito tanto. Lascerò il mio emisfero destro libero e scatenato e stavolta non metterò paletti perché per fortuna le basi per scrivere un romanzo hanno fondamenta ben salde nel mio emisfero sinistro. 

Detto questo, è sempre bene ripassare i consigli dei grandi scrittori, per cui oggi voglio rivedere con voi la sezione dedicata all'inizio del romanzo del manuale Beginnings, middles and ends di Nancy Kress. Il primo capitolo di un romanzo deve essere un fuoco d'artificio che acceca il lettore facendogli dimenticare il mondo circostante e costringendolo a continuare la lettura, e sappiamo che il modo migliore per ottenere questo effetto è creare una prima scena originale con un protagonista intrigante e un conflitto inestricabile.


Gli ingredienti di un buon inizio sono:



- una promessa implicita. Ogni storia fa due promesse al lettore, una emotiva, del tipo "Leggi questo e proverai divertimento o eccitazione o paura o tristezza o nostalgia o sollievo, ecc..." e una intellettuale, che può essere di tre tipi: 
1. "Leggi questo e vedrai il mondo da una nuova prospettiva"
2. "Leggi questo e vedrai confermato quel che già sai sul mondo"
3. "Leggi questo e imparerai di un mondo diverso, più interessante di quello in cui vivi". 

- un protagonista fuori dal comune. Fin dalla primissima introduzione dobbiamo lasciar trasparire la singolarità della nostra proposta per differenziarci dalla miriade di altri libri là fuori. Per controllare il livello d'individualità che il personaggio mostra nella prima scena chiediamoci, "Si comporta e pensa come farebbero nove persone su dieci?" Se la risposta è "sì", forse non abbiamo lasciato trasparire a sufficienza l'individualità del personaggio. 

- un conflitto. Qualcosa non va come previsto, la routine è spezzata e il protagonista deve affrontare un imprevisto. Questo impedimento di solito è un altro personaggio, ma potrebbe anche essere la natura o la società stessa. 

dettagli specifici che rendano la storia più concreta, tangibile al lettore, diversa da qualsiasi altra esposizione. L'effetto che cerchiamo è convincere il lettore che sappiamo di cosa stiamo parlando. 

- una prosa credibile, adatta al tipo di storia che stiamo scrivendo, che risucchi il lettore in un sogno da cui non si sveglierà fino all'ultima pagina. 

24 commenti:

  1. Lisa, che piacere risentirti! :) Rileggendo i punti che hai tratto da Nancy Kress mi è venuta in mente una tecnica che mi piace molto: iniziare facendo ascoltare quello che alcuni personaggi dicono del protagonista - dettagli stuzzicanti e un po' misteriosi - ritardando un po' la sua entrata in scena. In teoria questo contrasta con il consiglio di mostrare il protagonista già nelle prime pagine, ma quando è fatto bene suscita curiosità. Quando poi il protagonista si manifesta, sarà meglio che sia all'altezza delle aspettative, però. In bocca al lupo per l'ebook! Lo aspetto. :)

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    1. Grazie cara! :D
      Mi piace la tua idea, stimola sicuramente l'attenzione del lettore in un modo originale. Kress si raccomanda però di limitare il numero di personaggi che presentiamo nel primo capitolo. Dice di non mettere più di tre nomi perché il lettore si confonderebbe (forse gli scrittori russi e i sud americani non leggono il suo manuale perché ho in mente qualche classico che comincia con un elenco di nomi e cognomi da far invidia alla Bibbia!)

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  2. Bentornata! Ti davo per dispersa in Patagonia!

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    1. Grazie! La Patagonia è ancora sulla mia lista dei desideri! Prima o poi posterò da là e spero che verrai ancora a trovarmi!

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  3. Bentornata Lisa. sai che aspetto con ansia il tuo primo romanzo, ma vedo che non ti adagi sugli allori. Mi sembra l'atteggiamento giousto

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    1. Grazie cara. Io e Luna siamo arrivate a Reggio ieri, esauste ma felici di vedere i nonni. Se ti va appena mi ripiglio veniamo a trovarti!

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  4. Che bello rileggerti!
    Iniziare un romanzo è sempre un salto nel vuoto. I consigli sono molti e poi... Boh? A me non dispiacciono, ogni tanto, anche i personaggi ordinari messi in condizioni particolari.
    In questi giorni, solo per pochi amici, ho scritto... ehm, ho contato ieri, 130 pagine word, a stampa saremmo oltre le 200, quindi direi un romanzo fatto e finito. È stato bellissimo scrivere senza pensare a nessuna delle regole. Mi ci voleva. Molla le regole e buttati nella storia, il resto, si spera, verrà da sé

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    1. Grazie!
      Hai già finito? Che brava! Come hai fatto?! Pensavo l'avessi appena cominciato.
      Che invidia... io sono lenta, lentissima... tra il poco tempo, il poco sonno, e soprattutto la fatica a ricordare la grammatica e i vocaboli in italiano ci sono giorni in cui scrivo solo due o tre frasi! Mi ci vorrà ben più tempo per finire, però mi accontento perché scrivere anche solo venti minuti mi fa cominciare bene la giornata!

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    1. Ciao Darius! Bentrovato! Buongiorno a te. :D
      Ti ho pensato quando ho scritto i ringraziamenti a fine libro!

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  6. Complimenti per i 5 anni! :D (io al momento sono a 6 :P )

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  7. Bentornata cara Lisa, sono molto contenta delle tue novità, spero di leggere il tuo eBook molto presto. Devi sapere che Il bordo vertiginoso delle cose è il libro che mi ha fatto innamorare di Gianrico Carofiglio, dopo quel libro ho cominciato a leggere tutti gli altri suoi libri (me ne mancano ancora diversi però) sono andata anche a una sua presentazione e mi sono fatta autografare il libro, che emozione, talmente grande che sono rimasta muta, quando mi ha fatto l'autografo ho mormorato solo un timido grazie...
    riguardo a quello che affermi nel tuo post, io sono passata al giallo e il mio incipit o prologo comincia sempre con un omicidio o la sua scoperta, poi arriva il resto...

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    1. Grazie cara Giulia,
      sai che non ho letto nient'altro di Carofiglio? Mi è stato consigliato da un'amica poco tempo fa. Cosa mi consiglieresti di leggere per conoscerlo meglio?
      Non sapevo che fossi passata al giallo! Che gran mossa! Sono curiosa verrò a trovarti prestissimo sul tuo blog, scusa, sai che non ricevo le notifiche dei nuovi post? Si vede che non mi sono iscritta. Rimedierò!

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    2. Di Carofiglio ho letto tutti i romanzi della serie dell'avvocato Guido Guerrieri, comincia con Testimone inconsapevole e poi seguono altri 4 romanzi, di recente ho letto anche "Il passato è una terra straniera", molto bello e qualche giorno fa ho comprato Il silenzio dell'onda che devo ancora leggere. Il giallo mi sta appassionando parecchio sia come scrittura che come lettura. Se passi dal mio blog mi fa davvero piacere!

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  8. Ciao carissima, ti ho mandato una mail su lisafobia@gmail.com
    A presto, Tratto

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    1. Ho letto la tua mail e avevo letto il post sul #metoo.
      Sono fiera di te per aver scelto questa strada, devo ammettere che non sono ferrata sull'argomento ma mi documenterò e ti farò avere una risposta al più presto.

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  9. Ciao. Non saprei come si fa un romanzo. In bocca al lupo per il tuo. E bentornata.

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    1. Grazie! Forse non lo sa nessuno. Basta scrivere, le parole giuste prima o poi arrivano.

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  10. Lisa, sei tornata! Che bello leggerti!
    Ma davvero sei a Reggio?

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    1. Sì! Sono in vacanza con mia figlia per un mesetto, volevo che i nonni la vedessero prima che cominci a correre più veloce di tutti noi.

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    2. Tra l'altro il tempismo è perfetto così posso fare un po' di auto-promozione al mio romanzo!

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  11. L'amica che mi ha accompagnato al Livre Paris a marzo mi ha già parlato de La meccanica del cuore, che è anche un bellissimo film d'animazione rimasto solo in lingua originale. Lì in fiera a Parigi era in prima fila, assieme a tutti gli altri libro perché c'era anche l'autore per il firmacopie (il giorno prima però). Ce l'ho in lista da leggere, perché poi non c'è un film di Tim Burton che io non abbia visto e dunque...

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