21/07/16

Chi popola la mia mente?

A questo meme hanno partecipato:

Tenar
Chiara
Barbara



I personaggi che abitano nella mia testa sono seduti alla consolle in pieno stile Inside out e si danno il cambio a seconda del tempo atmosferico, del ciclo lunare e della mia posizione cosmica (nel senso di dove mi trovo nel mondo, non dell'oroscopo).

In genere, quando sono in movimento, al volante siede Biancaneve.
Lei ama la natura, i cerbiatti, i procioni, gli uccellini, il cielo blu, il caldo afoso e il mare con le onde. Passeggia sulla spiaggia canticchiando allegramente mentre l'universo le risponde con messaggi di peace & love. Libera e felice, se ne frega della carriera, dei soldi, dei notiziari. Lei non sa che esiste il lato scuro della luna.

Purtroppo gli incidenti son frequenti e quando deve fare i conti con la vita vera Biancaneve si trasforma nella Strega cattiva. Lei è figlia unica, viziata, presuntuosa, permalosa, impaziente e un po' zitella. Si inviperisce quando il traffico non la lascia passare, come osano? Miseri pezzenti. Non sanno chi sono io? Quando il governo non rilascia il visto, quando il sistema sanitario nazionale canadese non copre le spese mediche, quando il proprietario della casa decide di vendere costringendola a traslocare, lei si I-N-C-A-Z-Z-A. Non le importa affatto dei milioni di persone rifugiate o senza tetto o costrette all'ospedale. Lei vuole tutto subito e lo vuole servito sul piatto d'argento del servizio buono.

Quando qualcosa va per il verso giusto, la strega cattiva si acquieta e per qualche ora Cucciola esce a giocare. Lei è la fanciullina, la Lisa bambina, quella che salta nelle pozzanghere e non sente la pioggia, quella che fa a cuscinate, brinda alla vita e mangia la pizza, perché magari stavolta riesco a digerirla bene... 

Peccato che l'età avanza e l'ernia iatale incombe, meglio filare prima che la pizza si pianti e Brontola arrivi in consolle. Stava dormendo, lei, non voleva doversi alzare, non voleva parlarvi, né vedervi, se fosse per lei non staremmo manco qui a scrivervi. No, non vuole giocare, non vuole camminare, non vuole prendere il bicarbonato. Vuole tornare all'età d'oro della giovinezza, della spensieratezza e del fancazzismo, ma non si può, e allora almeno bisogna vivere una vita straordinaria e far sì che ogni giorno valga la pena esser vissuto. Non c'è tempo da sprecare. 

Chiamate Dotta, che firmi i nuovi appelli di Amnesty International e faccia qualche piano diabolico per salvare il mondo scrivendo libri sulla emancipazione femminile o almeno che paghi le bollette, che qualcuno deve pur farlo.

Ah, bollette. La parola magica per far uscire allo scoperto Pisola. Telecomando, Netflix, in fondo, domani è un altro giorno. 

- E quel bottone rosso col vetro di protezione sulla consolle? A cosa serve? 
- Eh, in caso di emergenza, arriva lei... Panica... ma quella non scrive, non pensa proprio. Corre avanti e indietro come una gallina sgozzata, con le mani nei capelli, gridando oddio moriremo tutti... però non dura tanto. Basta comprarle il gelato, una bottiglia di vino, magari tre o quattro libri online, che si acquieta. 
- Panica? Non l'ho mai sentita nominare, non mi pare che ci fosse nella storia originale. 
- L'hanno aggiunta nella versione moderna della consolle. 
- E a cosa serve? 
- A far girare l'economia. 

06/07/16

È ora di mettere il punto.

Amici di blog! Non andate in vacanza senza passare a salutarmi!
Ho leggiucchiato un po' in giro e sono molto gelosa dei vostri lugli e agosti in montagna o in ammollo.

Vi auguro serenità, divertimento e tante ore da scribacchini!

Per quanto mi riguarda, ho mantenuto la parola data quando ho sospeso l'appuntamento settimanale col blog per dedicarmi completamente al libro. Mi siete mancati ma non ho sprecato tempo e sono pronta a mettere il punto al romanzo. 



Le ultime settimane sono state intense, ho dedicato alla revisione ogni momento libero, forte della consapevolezza che era quasi fatta. Mi sono alzata presto, ho messo da parte i videogiochi, ho rinunciato al bicchiere di vino all'ora di cena, mi sono addirittura data malata per non partecipare a un compleanno e stare a casa a scrivere (va beh, lo ammetto, non ci volevo andare proprio e ho usato il romanzo per mettere a tacere i sensi di colpa).

La mitica Chiara Ferretti, autrice del disegno che campeggia sul frontespizio del de agostibus, si è già messa al lavoro per creare la copertina del libro. Incredibile donna, le ho detto quel che mi sarebbe piaciuto e lei, manco mi leggesse la mente, in poche settimane mi ha mandato la bozza che avrei disegnato io stessa, se non fosse che alla nascita si son dimenticati di darmi il gene del disegno. Riesco a malapena a tratteggiare un omino stilizzato. È un cane e un cavallo? Quattro zampe ci sono, la quinta speriamo che sia la coda, altrimenti sono guai.

Cinque volontari coraggiosi riceveranno la storia nei prossimi giorni e hanno giurato di essere crudelissimi nel riferirmi cosa ne pensano del libro, una volta finita la lettura. 
Ci tengo a ringraziarli anticipatamente e pubblicamente. Grazie a:

  • Monica Verzelloni (maestra di scuola elementare, perfetta con la penna rossa in mano).

  • Bruno Agosti (lui non si è offerto, ma in quanto papà non ha diritto di scelta).

  • Chiara Casotti (giornalista e avvocatessa, in carico di controllare soprattutto eventuali baggianate legali).

  • La Benzi nella casetta gialla (persona dal cuore grande e generoso che non ha idea del guaio in cui si è cacciata).

  • Elisa Borciani (copywriter, autrice di "Greta Parlante" e in uscita a breve con il secondo romanzo. Non sa ancora di essersi offerta volontaria ma in quanto migliore amica perde anche lei il diritto ad avere un'opinione in merito).

Se per caso tra voi ci fosse qualche masochista con un buchetto di tempo estivo io vi aggiungerei molto volentieri alla lista, altrimenti ricordate che prima o poi riuscirò a rifilarvi il libro comunque. Buahahahaha (risata diabolica).

Ora vi lascio, devo mettermi a studiare quelle simpatiche questioni di font e format che sono riuscita a evitare fino ad ora. Si accettano suggerimenti su come si crei un pdf, un MOBI e mostri simili.

Buona estate! Ogni tanto mandate una e-cartolina per dir che state bene!

18/05/16

Il deserto sul lago

Sono in vacanza. Dalla sala vedo le onde che increspano il lago, il pratino all'inglese, il patio assolato mosso da una brezza fresca e i miei piedi, per aria, su una poltrona di pelle nera morbida. Proprio come quelle di Joey e Chandler, vi ricordate? Basta un semplice tocco per trovarsi sdraiati e avviluppati in un tenero abbraccio. Se sparisco a metà frase, non preoccupatevi, mi sarò sicuramente addormentata.


Fuori

Dentro

Mi trovo nel deserto di Osoyoos, 400 km a Est di Vancouver, al confine con gli Stati Uniti. Anzi, SUL confine. Ieri mentre camminavo sul lungo lago la compagnia telefonica mi ha mandato un messaggio che diceva "Welcome to the USA"! Mi sono affrettata a fare dietro front, ma se il Canada dovesse darmi l'espatrio, ora ho un piano B!

Quando sono arrivata nel deserto di Osoyoos ho notato subito un fatto curioso. C'è l'acqua, tanta acqua, tanto verde, lunghe file di vigneti, ovunque, oasi sparse di pace e tranquillità, ma di dune di sabbia, neanche l'ombra. 

fonte: http://www.alluradirect.com/osoyoos-bc.cfm

Il saggio Google mi spiega che Osoyoos, il cui nome significa "lingua di terra tra due laghi", è la punta settentrionale del Sonoran Desert, che sale dal Messico e dall'Arizona. A voler essere puntigliosi, le precipitazioni annuali in quest'area sono di qualche millimetro al di sopra del limite richiesto per definire l'area un vero e proprio deserto. Ora che lo so, posso mettermi il cuore in pace e godermi le placide onde e l'assaggio dei vini.

Nk'Mip Desert Centre

Nk'Mip Resort

Come sono arrivata qui? È semplice. Quando ho scoperto che non potrò uscire dal paese per il prossimo (remoto) futuro, ho chiesto a Siri "qual è il posto più caldo del Canada?" e voilà, sette mesi dopo, eccomi qui a guardare le barchette e scrivervi delle mie avventure.

Non che la vacanza, in sé, sia avventurosa. Ci saranno dieci anime in tutto il paese e la parte più faticosa della giornata è la passeggiata, in ciabatte e senza borsetta. Gettarsi nel lago, quella sì, sarebbe una sfida rocambolesca, vista la temperatura dell'acqua, ma io ci ho infilato solo mezzo polpaccio prima di strillare come un pollo spennato e abbandonare l'idea.

Avventuroso, invece, è il progresso del mio romanzo, che scalpita come un toro davanti al capote e decide quando dormo e quando mangio. Il fatto che in questa stagione non venga mai buio, a cavallo del quarantanovesimo parallelo, fa incazzare ma aiuta. Alle quattro e un quarto, puntualmente, un raggio di sole mi perfora il lobo frontale, costringendomi all'insonnia. Ne approfitto per scrivere. 

Sento puzza di traguardo, anche se ci sono ancora tante piccole domande stronzette a cui devo rispondere prima di poter inviare il manoscritto a qualche beta-reader volenteroso. Tutto deve essere sensato, i personaggi devono essere coerenti a se stessi, la trama deve filare liscia e il ritmo di ogni scena deve andare a tempo col ritmo generale. I dialoghi vanno rivisti, le descrizioni lucidate, il finale deve provocare la pelle d'oca e l'incipit va riscritto completamente, per la ventesima volta.

Peccato aver solo pochi pochi troppo pochi giorni per starmene qui a guardare le barchette. Vi vorrei tutti qui, a fare il barbecue e vedere chi ha il coraggio di buttarsi per primo in acqua. Potremmo discutere della gara di expedit e delle nomination per il Liebster Award. Ringrazio moltissimo chi mi ha nominato quest'anno: Giulia Lù, Monica Brizzi, Mattia LScusate se non sono molto presente sul blog ma sarà un'estate frenetica e voglio tentare di finire il romanzo finché ho il tempo e le energie!

Un abbraccio dal "deserto" di Osoyoos! 

Look out point
Selfie col buon Neil



14/04/16

Blog tour: Storia in sei parole


Venghino, signori, venghino! Oggi ospitiamo il blog tour organizzato dal nostro secchione della classe, il famosisssimo Michele Scarparo del blog Scrivere per caso.

Autore di tante rubriche interessanti, Michele ha proposto ai soliti sospetti di cimentarsi nell'arduo compito di mettersi nei suoi panni, così che a noi non è rimasto che rimboccarci le maniche mentre lui se n'è andato in vacanza (non se le sta godendo, purtroppo, perché gli fischiano continuamente le orecchie, e se lo merita).

Se vi sentite chiamati in causa ma non trovate il vostro nome nel seguente elenco, siete ancora in tempo a mettervi in fila per farvi schiavizzare dallo Scarparo. Lo trovate qui.

Ecco le puntate precedenti del blog tour:

E a breve sui vostri schermi:

  • Giulia Mancini (Liberamente Giulia) – una storia in sei parole – 18 aprile
  • Seme Nero (Semi d’inchiostro) – thriller paratattico – 20 aprile
  • Barbara Businaro (Webnauta) –  acchiappami – 22 aprile

Storia in sei parole


Siete pronti a giocare? Ecco le regole. 

Avete sei parole, non una di più, non una di meno, per esprimere un concetto ispirato alla parola scelta per voi questa settimana.
Dicono che il primo sia stato Hemingway, per vincere una scommessa: «For sale: baby shoes, never worn» (Vendesi: scarpe per neonato, mai indossate). Di sicuro sei parole sono sufficienti a dipingere una storia. Persino un romanzo. Ma sono poche, dannatamente poche, e non è facile per nulla.
Se volete fare pratica prima di cimentarvi nella prova di oggi, qui trovate le altre puntate della rubrica "Storia in sei parole".
La parola di oggi è KINTSUGI.

Il kintsugi è la tecnica giapponese del rimettere insieme i cocci di un vaso rotto utlizzando una lacca collosa mischiata a polvere d'oro, d'argento o di platino. In questo modo, anziché gettar via un oggetto ormai inutilizzabile, se ne crea uno più forte e più bello. È una forma d'arte che parla direttamente alla mia anima fenice, che crede alla capacità di ogni essere umano di rinascere dalle proprie ceneri, di cadere e sapersi rialzare.

Da bravo banditore, comincio io: Colerò pepite salate quando saprò perdonarmi.

Giocate con me?

08/04/16

Film per scrittori: 5 to 7

POSTILLA DEL 19 GIUGNO 2016:
RIP ANTON YELCHIN.
UNA MORTE ASSURDA LO RENDE MEMBRO DEL 27 CLUB.


Vi è mai capitato di vedere un film e desiderare di poterlo leggere? 
5 to 7 sarebbe un libro bellissimo.


L'ho scelto tra le proposte di Netflix una sera, con aspettative talmente basse che non avrei potuto rimanere delusa. Ho tenuto il telecomando in mano, pronta a cambiare idea, per i primi quaranta minuti, poi mi sono arresa al fatto che, nonostante gli attori mediocri e la storia scontata, valesse la pena vedere l'intero film per appuntarmi alcune parti del copione, assolutamente geniale.

Lo scrittore e regista è tale Victor Levin, che finora ha solo scritto commediole romantiche, come questa, del resto. Il protagonista maschile è un giovane aspirante scrittore (Anton Yelchin) che si innamora di una donna francese sposata con due figli (la MILF per eccellenza, nonché Bond girl di Skyfall, Bérénice Marlohe). 

SPOILER ALERT. 

Come vi potete immaginare, il giovane idealista perde la testa, tutti i soldi e alla fine anche la dignità, ma diventa uno scrittore di successo quando, finito l'amore, non gli resta altro che la pagina bianca per sfogare il suo dolore. Il film si intitola "Dalle 5 alle 7" perché la francesina e il marito hanno un accordo che permette loro di frequentare altre persone ogni giorno a quell'ora... Bah. Contenti loro... Passiamo alle cose interessanti. 

FINE SPOILER ALERT.

Il film comincia con un incipit dolce e potente.

La telecamera si sofferma sulle panchine di Central Park a New York, lasciando il tempo allo spettatore di leggerne le incisioni, mentre la voce fuori campo spiega che alcune delle scritte più belle della città di NY non si trovano affatto, come ci si potrebbe aspettare, sui libri, nei film o a teatro, bensì appunto sulle panchine del parco. L'effetto è forte, perché le incisioni parlano di storie d'amore, di guerra e di morte, che vanno dritte al cuore.


"Read the benches and you'll understand 
enormous things happened in every life"




"The beautiful Kate Kaurate, age 18
deserved so much and died so young
I was so moved by you
I would have done anything to save you"

Il primo personaggio a essere presentato è LUI, che ogni giorno appende al muro le lettere di rifiuto da parte delle case editrici di ben dodici paesi, tra cui il famoso magazine New Yorker (cliché tipico americano). I genitori, preoccupati, vorrebbero che andasse all'Università, ma lui vuole fare lo scrittore a tutti i costi. Passa le sue giornate scrivendo, sognando storie e parlottando tra sé e sé, (vi sentite chiamati in causa?) finché per caso vede LEI. Attraversa la strada, fumano una sigaretta, si sorridono ed è amore. LUI non riesce più a scrivere, vive per LEI, pensa solo a LEI, fino a quando LEI gli spiega di esser sposata ma di avere due ore al giorno di libertà per frequentare chi le pare. 

Il marito, intanto, nelle sue due ore libere frequenta una famosa editor (non capita mai nella vita vera) e così LUI si trova anche l'agente. Incontro fortunato, no? Ma del resto, come dice LUI, in New York non si è mai a più di venti piedi di distanza da qualcuno che si conosce o da qualcuno che si è destinati a conoscere. La editor non si fa crucci per il fatto che il suo amante sia sposato, anzi cerca di convincere LUI a godersi il momento, ché "Life is a collection of moments and the idea is to have as many good ones as you canIf you want to be a writer you can't have a mediocre life. You have to swing from the heels". 
"Swing from the heels" è una metafora tratta dal gioco del baseball che, dice la editor, di solito piace molto agli scrittori. Io non l'ho capita, per cui se ne cogliete il senso vi prego di condividerlo nei commenti.

Tutto il film è puntellato di frasi bellissime e poetiche, che a volte LUI si segna per le sue storie, proprio come faremmo noi. E qui e là, si vedono altre panchine.



"Want to hang out sometime outside of running?
Kelly & John
Married May 5, 2012"



"I swear I think there is nothing but immortality!
Penny M. Azar
1950-1995"

Vi lascio con la frase finale del film, mi ha fatto riflettere e mi è tornata in mente parecchie volte. Usatela, se vi pare, come spunto di meditazione per la vostra giornata di scrittura:

"Le storie più belle, qualsiasi esse siano, sono state scritte per un solo lettore".