02/12/15

I miei "voglio" e "non voglio"

Tenar ha pubblicato "Ciò che siamo, ciò che non vogliamo" e Chiara lo ha trasformato in un meme, "I vorrei della mia scrittura". 

Mescolando entrambe le idee, ecco la mia lista di "voglio" e "non voglio".

1. Non voglio che la mia scrittura diventi un obbligo, anche se voglio obbligarmi a scrivere. 

Sono fiera del ritmo sostenuto con cui sto procedendo col mio romanzo, NTS. Sono quattro mesi che scrivo ogni mattina, tranne poche eccezioni, indipendenti dalla mia volontà. Ho avuto qualche problema a mantenere l'impegno preso, perché ovviamente le rinunce sono tante, ma finora ce l'ho fatta. Mi alzo, accendo la stufa, faccio il caffè, scrivo. Niente telefono, mail o scuse. Conto di proseguire in questo modo fino alla fine della revisione, se posso. Detto ciò, non vorrei mai arrivare al punto di sedermi al computer per forza, senza trarne nessun piacere. La scrittura è la mia passione, un hobby, non una costrizione. Di quelle, nella vita, ce n'è già in esubero.

2. Non voglio rimanere legata a un genere, anche se ricominciare daccapo ogni volta fa paura.

Se e quando finirò mai NTS, vorrei scrivere qualcosa di tutt'altro genere. Ho in mente una fiaba, un mistero dai toni grotteschi incentrato sulla tecnologia e un romanzo psicologico ironico. L'idea di ripartire daccapo e imparare le regole specifiche di nuovi generi mi fa venire voglia di rimanere nel campo in cui mi trovo, il romanzo mainstream, non di genere, che non ha regole precise se non quelle classiche della struttura a tre atti. Spero che saprò cacciare la pigrizia quando sarà il momento, perché un vero scrittore si cimenta in qualsiasi capriccio della propria immaginazione. Come dico sempre, siamo solo umili servitori.

3. Voglio scrivere arte vendibile.

Parlando con altri blogger di letteratura come arte piuttosto che prodotto commerciabile sono arrivata alla conclusione che vorrei scrivere arte vendibile. Arte, nel senso che vorrei che il mio stile e il ritmo della mia narrazione facesse volare la fantasia del lettore mentre viene cullato dalla scelta opinata di ogni parola del testo. Vendibile, nel senso che vorrei che il testo fosse accessibile ai più e non solo a un ristretto pubblico intellettualoide e autoreferenziale. Se mantenere un registro medio-basso di vocabolario e aggiungere una storia d'amore emozionante può aiutarmi ad essere letta e apprezzata, ben venga. Vorrei che il mio romanzo fosse un buon regalo di Natale, piuttosto che un pezzo da museo.

4. Voglio che il mio romanzo sia il segnale che il lettore stava aspettando.

Nella vita reale, conosco molte donne che passano le giornate come la mia protagonista, a preoccuparsi di piccolezze inutili. Crescono in una realtà provinciale, o nel caos di una megalopoli, ossessionate dal giudizio degli altri, con valori mediocri. Vivono in una conchiglia chiusa. Possono essere perle scintillanti, perfette, preziose finché vuoi, ma non sapranno mai che esiste il mare. 
Il messaggio che cerco di passare col mio romanzo è: "guarda, questa sei tu, questa è la vita che ti aspetta, a meno che tu prenda coscienza della tua prigionia e rinunci alla comodità e a un'apparente sicurezza per scoprire qual è il tuo vero posto nel mondo. Vai e fai. Andrà tutto bene".

A questo punto, mi faccio polemica da sola. Senza fare nomi, recentemente è stata assassinata una bellissima ragazza che era partita dall'Italia per aiutare il prossimo. È terribile. È innegabile. Era meglio se stava a casa? Probabilmente sì.
Non sto nemmeno dicendo che tutte adesso dobbiamo alzarci domattina e metterci a gridare "andateaffanculo", smettere di depilarci e andare in giro nude per strada. Ci sono moltissime donne che si svegliano ogni giorno nel paese in cui sono nate e sono a loro agio come aghi su un pino. Buon per loro. 

Il mio romanzo si rivolge invece a quel centinaio di donne che ho incontrato lungo la strada e si sono confidate con me, con le stelle negli occhi, dicendo "quanto vorrei avere il coraggio di fare quel che hai fatto tu". Ecco, il mio libro è per loro, è il segnale che stavano aspettando, è il manuale delle non più tanto giovani marmotte.

E gli uomini? Gli uomini apprezzeranno il mio libro perché è bello, tranne quelli che sono abbastanza ricettivi da capire che il messaggio vale per tutti.

A proposito di segnali e oracoli divinatori, l'altro giorno è uscito un po' di sole e mi sono fiondata subito in spiaggia. Mentre stavo a occhi chiusi, ponderando quel che mi attende in futuro, ho sentito qualcosa muoversi contro le mie gambe. Per poco non mi veniva un infarto. Il mio nuovo amico era un gattone pelosone, che mi è salito in braccio per farsi fare le coccole (e i selfie). Al collo aveva un collare con la targhetta a forma di cuore rosso con nome e numero di telefono... Vi presento Hemingway!


33 commenti:

  1. Ma è un pelosone meraviglioso!
    Sì, lo so, il post meriterebbe un commento più articolato, ma vedo un gatto e non capisco più niente...

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    1. hehe è irresistibile! L'ho rivisto il giorno dopo, era in riva al mare, non aveva paura dell'acqua. Appena mi ha visto mi è corso incontro, mi sono sciolta! :D

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    2. Hai ragione, il gattone è irresistibile!

      Mi piacciono i tuoi voglio, specialmente l'ultimo. Io ho trovato risposte nei libri tante volte.
      Ciao :-)

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    3. Anche a me è capitato abbastanza spesso, specialmente in passato, di leggere un libro che parlava direttamente alla mia anima.

      Purtroppo ultimamente faccio molta fatica a "perdermi" in una lettura come mi succedeva un tempo, forse perché crescendo la vita si complica esponenzialmente, forse perché studiando le tecniche di scrittura ho imparato a riconoscere errori nel testo che prima non notavo.

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  2. Io voglio due cose: Leggere il tuo romanzo e avere altro Hemingway, quello felino.

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    1. Il romanzo te lo darò in pasto appena è pronto (da correggere...) e il felino, se vieni qui te lo presento :D

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  3. Ma che occhi ha? Gaaatto. Che bello.
    Il punto numero 3 mi piace molto :)

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    1. Gaaatto sta spopolando. Vedo che non sono l'unica che si scioglie per gli occhioni verdi.

      Arte vendibile è il nuovo motto!

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  4. Hemigway è bellissimo, è senz'altro un segno di buon augurio mandato dal destino, vai e prosegui.
    Baci

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  5. Questa è una conferma del fatto che per alzare il traffico basta mettere un felino, vero? :)
    (sì, lo so: li ho messi anche io, e per lo stesso motivo)

    un post condivisibile, tranne per il fatto che io fatico a definire cosa sia l'arte :)
    seriamente: ci sarebbe da scrivere delle carrettate di parole, su questo, e anche sul fatto che ci sia un qualche tipo di contrapposizione tra "arte" e "vendibile"

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    1. Il felino colpisce ancora.

      Hai già la risma pronta per scrivere la carrettata di parole? :D

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  6. Pure io non ho capito più niente quando ho visto il gatto... di che parlava il post?! :D
    Voglio anche io il primo punto... come si fa? Basta la stufa e il caffè?

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    1. È ipnotico, vero?

      Direi che anche senza stufa sei riuscita bene finora, non mi pare che tu abbia avuto cali di interesse nei confronti della scrittura da quando ti conosco. Il caffè, invece, è necessario. :D

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    2. Macché, tutta apparenza, ho cali in continuazione! Mi servono dosi massicce di caffeina soprattutto in questo periodo :D

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    3. Comunque la stufa non aiuta, perché poi viene la biocca a stare al caldino di fianco al fuoco :D

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  7. No, niente gatti per me: sono allergica!
    Mi faccio odiare con poco, visto? :P

    Il tuo punto 4 è nuovo e molto bello.

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    1. Eccola, quella anti-conformista. :D

      Grazie!

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  8. Mi piace molto il concetto di "arte vendibile". è ciò che sto cercando di proporre anche io: ho detto più volte che cerco di essere al contempo semplice e sofisticata, e che il target di TC è piuttosto ampio, ma non così tanto da includere anche persone che non sarebbero in grado di coglierne il messaggio. Per esempio, vorrei che la mia collega non lo leggesse. Certi ideali sono pericolosi, per chi non sa usarli. Okay, sono stronza, ma non vedo come una che gode nel portare il caffè al capo possa comprendere lo spaesamento di un protagonista che trascorre la vita a desiderare di essere integrato in un sistema da cui si è sempre sentito ai margini (la parola "normale torna spesso sulla sua bocca) per poi rendersi conto che c'è una gioia immensa nel poter essere se stessi senza condizioni e limiti. In un'epoca in cui si parla tanto di libertà, c'è un solo modo per concretizzare questo concetto e renderlo vivo, nella propria esistenza. Quale? Se lo dico, rivelo il finale! :-D

    P.S. Grazie per la citazione! :)

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    1. No! Mi lasci così, con la curiosità galoppante? Ci sono sicuramente somiglianze tra i nostri due romanzi, anche se basta conoscerci per sapere che ci saranno anche tante differenze. L'importante è che prima o poi ci incontriamo e ci facciamo i complimenti a vicenda per essere riuscite a pubblicarli!

      PS: la tua collega... mi sta già antipatica... ho letto questo meme su facebook stamattina: "Scusa se le mie parole ti hanno offeso... non credevo proprio che sapessi leggere!" :D

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    2. Quando i nostri romanzi saranno pubblicati, scriviamo un romanzo a quattro mani in cui mettiamo a confronto i due protagonisti: verrà fuori qualcosa di bello! ;)

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    3. P.S. Quando leggerai il mio post di domani ti starà ancora più antipatica di prima, credimi!

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    4. Volentieri! Chissà se si piaceranno!

      Non vedo l'ora :D

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  9. Ecco mi hai fatto venir voglia di leggere subito il tuo romanzo oltre che di accarezzare quel bellissimo gatto, anzi mi metto con il gattone sulle gambe e inizio a leggere, ah no devo aspettare!
    Condivido tutti i tuoi "voglio" ma soprattutto il numero 4, mi trovo molto d'accordo su tutto e trovo assonanze con i miei scritti.
    Io ammiro molto le persone che decidono di intraprendere la loro strada a costo di grandi sacrifici e anche lasciando il loro paese (quindi sei compresa).
    Ho diversi amici che sono andati all'estero per realizzarsi (Uno di loro vive a Los Angeles era andato per lavorare un anno e poi è rimasto, sono andata a trovarlo qualche anno fa ed è stato bellissimo ritrovarsi. Un'altra mia amica lavora a Zurigo.) La ragazza di Venezia assassinata al Bataclan è una terribile perdita per noi Italiani e per il mondo, ma quello che è accaduto poteva verificarsi anche in Italia, purtroppo siamo in pericolo ovunque.Chi segue le proprie aspirazioni e decide di impegnarsi in qualcosa mette in conto anche questo.

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    1. Bellissimo commento, Giulia Lù, grazie.

      Mi fa piacere sapere che hai mantenuto un'amicizia nonostante l'oceano di mezzo e anche che è stato bello ritrovarsi. Ho sempre paura che i miei amici non saprebbero apprezzare il mio stile di vita e non si troverebbero bene se venissero a trovarmi. Non è una questione di affetto, che è rimasto immutato, è più una questione di abitudini... qui non si esce il venerdì in centro con trucco e parrucco.... qui c'è il festival del mushroom e la gara a chi costruisce la canoa nel minor tempo... :D

      I pericoli ci sono ovunque, dici bene. Che sia un coyote o un malato di mente. La faccenda di Parigi qui non si è sentita un granché, di stragi ce n'è tutti i giorni, ma in Italia parlano solo di quelle che fanno tirar fuori i fazzoletti e aumentare l'audience. Non voglio fare polemica, ma ieri ho sentito di una strage di massa in California e le statistiche dicono che nell'ultimo anno negli USA ce n'è stata una al giorno. UNA AL GIORNO. Fanno senza ISIS da quelle parti!

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    2. Bellissimo commento, Giulia Lù, grazie.

      Mi fa piacere sapere che hai mantenuto un'amicizia nonostante l'oceano di mezzo e anche che è stato bello ritrovarsi. Ho sempre paura che i miei amici non saprebbero apprezzare il mio stile di vita e non si troverebbero bene se venissero a trovarmi. Non è una questione di affetto, che è rimasto immutato, è più una questione di abitudini... qui non si esce il venerdì in centro con trucco e parrucco.... qui c'è il festival del mushroom e la gara a chi costruisce la canoa nel minor tempo... :D

      I pericoli ci sono ovunque, dici bene. Che sia un coyote o un malato di mente. La faccenda di Parigi qui non si è sentita un granché, di stragi ce n'è tutti i giorni, ma in Italia parlano solo di quelle che fanno tirar fuori i fazzoletti e aumentare l'audience. Non voglio fare polemica, ma ieri ho sentito di una strage di massa in California e le statistiche dicono che nell'ultimo anno negli USA ce n'è stata una al giorno. UNA AL GIORNO. Fanno senza ISIS da quelle parti!

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    3. Una strage al giorno è terrificante. Questo mondo mi sembra impazzito. Altro che società distopica. Ci siamo già dentro.
      Per gli amici credo che quelli veri restano tali anche se li ritrovi dopo diversi anni e nonostante la lontananza. Magari i tuoi amici potrebbero appassionarsi al festival del mushroon perché no, in fondo in Emilia è tutto un fiorire di sagre della porchetta e del porcino ;-)

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    4. Mi metto a salivare solo a pensarci. :D
      Per non parlare dei fiumi di Lambrusco con cui innaffiano ogni sagra!

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  10. Bel post, Lisa, e blog che si legge volentieri in generale. Ah, scusa, mi presento: mi chiamo Armando e sono arrivato qui tramite un tuo commento sul blog "Passaggio Notturno", che recensiva il mio romanzo "La cura della persona" (http://nightpassage.blogspot.it/2015/11/recensione-armando-polli-la-cura-della.html#links).
    Sono abbastanza sportivo, come vedi, da non pretendere di avere solo lettori, o potenziali lettori, che si dichiarino entusiasti di quel che scrivo...Almeno questo riconoscimelo :-)
    Detto questo, ho visitato questo tuo spazio e mi pare molto interessante, visto che in qualche modo scriviamo entrambi e certe tue considerazioni mi suonano familiari.
    Credo quindi che lo metterò tra i miei links.
    Ancora complimenti, e a presto. Ciao.

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    1. Benvenuto Armando,

      grazie di essere passato a trovarmi. Come ho scritto su "passaggio notturno" il titolo e la copertina del tuo libro mi ispirano, ora che tramite il tuo commento sono risalita al tuo blog mi premurerò di leggere di più riguardo all'opera! In effetti quella recensione non mi sembrava entusiasta, ma apprezzo la tua sportività e ti faccio tanti complimenti per aver pubblicato il tuo romanzo. A presto!

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  11. Mi trovo molto in sintonia, Lisa. Per il punto tre potrei chiedere la tua mano, se non fossimo entrambe già impegnate. Io di solito dico che vorrei scrivere ottimo artigianato piuttosto che arte, ma il significato è identico, e tu hai espresso benissimo il concetto: un buon regalo di Natale, non un pezzo da museo. Anche Gandalf diceva che sono le piccole cose a fare la differenza (più o meno). :)

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    1. Ma si capisce il nesso? Mah.

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    2. Si capisce, si capisce... :D

      Per te lascerei anche il principe William, cara.

      "Se pensi di essere troppo piccolo per fare la differenza prova a dormire con una zanzara"!

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