10/05/15

LO SCRITTORE OSSESSIVO COMPULSIVO




Stamattina il buon Neil è entrato nel mio studio e ha esclamato: “You are so OCD*!”.
*Obsessive Compulsive Disorder

Ossessiva Compulsiva? Io? Impossibile, non mi sono forse sempre vantata di essere il ritratto sputato del caos cosmico?
Invece, a guardarci bene, è vero! Il mio studio è a prova di distrazioni. Tutto l’occorrente è a portata di mano, tutto il superfluo è lasciato fuori dalla porta, i gesti e gli orari si ripetono metodicamente, senza ammettere eccezioni.

Vediamo insieme gli elementi fondamentali di una sessione di scrittura ossessivo-compulsiva:

1. Computer attrezzato di programma di scrittura. Io uso Scrivener e mi trovo molto bene, ma ci sono tanti programmi disponibili su internet, sia gratuiti sia a pagamento. Anche il buon vecchio Word è più che sufficiente a mettere i nostri pensieri nero su bianco.

2. Telefono disconnesso. Prima di cominciare a scrivere, metto il telefono in flight mode per non ricevere chiamate, messaggi, notifiche o e-mail. 

3. Dizionari. Sulla pagina di Chrome ho una cartella coi link che apro all’inizio di ogni sessione di scrittura:
- il dizionario inglese/italiano (purtroppo ci sono ancora molte parole italiane che non mi vengono in mente e devo tradurre dall'inglese).
Altri siti che apro spesso sono l'Accademia della Crusca (per i dubbi grammaticali e sintattici) e Google translate (alcuni personaggi del mio romanzo non sono italiani).

4. Manoscritto stampato, diviso per capitoli, con le correzioni alla prima stesura scritte in diversi colori. Ho scelto un’interlinea doppia e un ampio margine per annotare più facilmente i refusi (in rosso), le parti da tagliare o modificare (in verde) e i dettagli da aggiungere o da approfondire (in blu). Per la cronaca: uso ancora la BIC a quattro colori, come quando ero alle elementari.



5. Kindle. Grazie al mio amato e-reader ho un’intera biblioteca nel palmo della mano. Posso consultare manuali di scrittura, classifiche di vendita e i miei romanzi preferiti, che uso come fonte d’ispirazione.

6. Accessori. Post-it colorati, evidenziatori, quaderni per gli appunti, diario, cassetti stracolmi di cancelleria, Kleenex per le scene drammatiche, bottiglia d’acqua, cisterna di caffè (al mattino) o tisana al finocchio (alla sera) e soprattutto… niente cibo in vista (altrimenti a quest’ora sarei già 200 chili).

7. Lavagna di sughero con le foto dei personaggi principali, selezionate tra i ritratti pescati online e salvati nella cartella Portrait sul mio account di Pinterest. Le foto mi aiutano a descrivere i personaggi e a identificarmi con loro, e sono anche un ottimo stratagemma per avere poster di belloni mezzi nudi appesi al muro senza destare sospetti.
Oltre alle foto è utile tenere sott’occhio la linea temporale del romanzo, che nel mio caso raccoglie le date, i climi e i fusi orari di ogni evento e di ogni spostamento all'interno della trama. 

8. Angolo motivazionale. Senza rendermene conto, mese dopo mese ho creato uno spazio privato, simbolico, carico di messaggi emotivi che mi diano la carica ogni volta che ne ho bisogno. Di fianco alla porta, e visibile da ogni punto della stanza, c’è uno specchio. L’ho decorato con un narciso giallo, simbolo della lotta contro il cancro, per ricordarmi delle persone care che ho perso, di quelle che stanno combattendo, e di quante persone là fuori farebbero volentieri a cambio con i miei problemi.


















Sullo specchio ho anche appeso il cuscino che mi è stato spedito in regalo dall’Italia, e che recita "Punta sempre alla luna. Male che vada avrai camminato tra le stelle”.
Infine, ho decorato lo specchio coi pennarelli al neon, in un giorno di pioggia in cui mi sentivo schiacciata dai dubbi. Ora, ogni volta che mi vedo riflessa, all’altezza della mia fronte vedo la scritta PENSA, sulla bocca SORRIDI, sul cuore AMA, all’altezza del diaframma RESPIRA e sulle gambe PROCEDI. Partendo dall’alto verso il basso, mi basta seguire queste semplici indicazioni per sentirmi subito meglio.

9. Stampante, nuova di pacca, comprata dopo mesi di ricerche online. Non c’è dubbio, è un ottimo ausilio per chi scrive. È una spesa notevole, specialmente per la versione laser. Io alla fine ho ripiegato su una ink-jet molto economica, ma per l’uso che ne faccio penso sia sufficiente. Attenzione a non cadere nella trappola delle stampanti a prezzi stracciati: le cartucce d’inchiostro compatibili possono costare una follia.

10. Amici di blog. Sempre presenti, sempre disponibili, confrontarmi con gli altri blogger si è rivelata una risorsa irrinunciabile per la mia scrittura. Approfitto di loro spesso e volentieri, per risolvere questioni di scrittura e anche per due risate tra amici. Grazie di esserci!

L'angolo del follower


E voi? Come organizzate le vostre sessioni di scrittura? Anche voi siete ossessivo-compulsivi?

76 commenti:

  1. Io te ti adoro. Non ho uno studio, nella stanza che avrebbe potuto essere uno studio la scrivania è invasa da dinosauri, diari di schiappe varie, macchinine e mostri spaziali. E anche carte dei Pokemon.
    Però se avessi uno studio sarebbe come il tuo. Mi piace tutto e se essere OCD è così lo voglio anch'io!
    (vale dire che il PC con su Scrivener è quasi come avere uno studio?)

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    1. Where there's Scrivener there's a writer, baby! :D
      Subito ho avuto paura che fossi una maniaca di Jurassic Park, poi mi sono ricordata che nonostante la tua giovine età sei una mamma... :)

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  2. Il portatile con Writer di OpenOffice, una pemma blu e fogli di carta da riciclo. Quando servono, Treccani, dizionario inglese e Dizionario sinonimi e contrari online. Niente stampante, per stampare circa 100 pagine di libro (ho ridotto il numero cambiando il font) ho speso due euro e mezzo. La spesa della stampante quindi la posso evitare. Da noi le compatibili costano molto meno delle cartucce originali, ma rovinano la stampante.

    Ora la mia sessione di scrittura è così, ma quella che sogno è una grande stanza piena di libri, una scrivania antica, tipo scrittoio, con dizionari cartacei sopra e portatile e carta per appunti.

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    1. Avere la stampante in casa è utile per i piccoli bisogni quotidiani, magari per stampare un post da tenere sempre sotto mano, rileggere un capitolo prima di revisionarlo o anche per scannerizzare e fotocopiare documenti che ci vengono prestati.
      Per la stampa di un intero romanzo il modo più veloce e economico rimane affidarsi a una copisteria.
      Spero che il tuo studio dei sogni diventi presto realtà! :)

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  3. OK: io sono il tuo esatto contrario. I posti dove lavoro sono coperti da un fascio indistinto di carte e appunti dove per trovare, più che scavare, è necessario fare carotaggi. Forse si potrebbe riflettere che tu, per compensare il caos cosmico in te, fai ordine fuori, e io viceversa :)
    Però la psicologa sei tu, aspetto un responso ;)

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    1. La tua interpretazione è interessante, soprattutto adesso che posso dire con certezza che sei uno scrittore coi controcazzi (vocabolo timbrato e approvato dall'Accademia della Crusca). Sei bravo a creare simmetria e equilibrio tra i capitoli e all'interno delle scene, quindi l'ordine interiore non manca. A quel punto, non importa se scrivi sepolto dalle scartoffie!

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    2. Non esagero affatto. Sei bravo, anzi, più che bravo. Presto ne avrai conferma dal pubblico.

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  4. Quando io scrivo, non voglio troppe cose intorno sennò mi distraggo. Tengo la mia moleskine, la stampante (il punto 4 potrei copiincollarlo tale e quale quando farò il meme di questo post) e, solo se non c'è Beppe, le sigarette. Quando c'è, devo andare a fumare fuori. Anche l'ipod è sempre lì, perché fra una scena e l'altra ascolto una canzone passeggiando a vuoto per la casa, è un modo per far uscire dalla mente ciò che ho concluso e lasciare spazio a ciò che, per contro, sto per iniziare a scrivere.

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    1. P.S. Anche io ho le foto dei personaggi trovate su facebook. Pensa che, paradossalmente, l'unico che mi manca è proprio il protagonista...

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    2. Io ho provato con la musica, ma la mia mente parte per lisaland e non c'è ritorno. L'unico modo per combinare qualcosa è scrivere appena mi alzo ed evitare qualsiasi distrazione. Se ci sono rumori che mi infastidiscono ascolto rainymood.com, ma mi stanco in fretta.
      Non è facile trovare la foto del protagonista, confermo che è quasi impossibile trovare una foto che lo ritragga alla perfezione. Io ho scelto un ritratto a matita, anziché una foto, così dò più spazio alla fantasia.

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    3. Esatto! Io ho ben chiaro nella testa il suo aspetto, ma su in rete non ho trovato nessuno che possa somigliargli, però ha un paio di omonimi particolarmente tamarri.... :-)

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    4. Quelli non mancano mai :D

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  5. Io e il pc. Punto. Solo word nessun programma, una stampata alla fine della prima stesura, evidenziatore e penna 4 colori come la tua ma verde azzurro fucsia e viola. Sandra (scarsa direi)

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    1. Anch'io voglio al penna fucsia! Che invidia :)
      Non ti facevo così spartana, ti immaginavo in giardino tra le piante da balcone e la musica di sottofondo.

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  6. ti dirò, magari non fa "testo" in questo scribacchino di poesia; ma procedo così.
    Mattina presto, diciamo 5,45
    silenzio assoluto, magari qualche uccellino in giardino che non guasta. Penna, punta fine, e moleskine. Mi avvalgo di un buon libro di poesie per "scaldarmi" per sciogliere cervello ed emozioni. Questo per tutte le mattine della settimana. Il sabato, o domenica, trascrivo tutto, sempre riesca a decifrare la mia pessima calligrafia, su word, salvando il tutto in cartelle stagionali.

    Un caro saluto Lisa

    :-)

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    1. Scrivi e correggi a penna, o scrivi di getto e poi correggi sul computer?
      Perché le cartelle sono stagionali?

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    2. scrivo e correggo, cancello, deturpo e riscrivo; tutto a mano
      catalogo i testi in Autunno, primavera...ecc.
      un po' per praticità, un po' perché non so
      :-)

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    3. Forse la tua poesia è meteoropatica!

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    4. oh, magari fosse solo quella :-)

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  7. Io anche uso carta e penna, tipo per appuntarmi delle cose (vale per tutto, anche per i post del blog).
    Per il resto, basto io. Tengo anche il telefono acceso (al massimo me lo dimentico da qualche parte se ho un articolo da consegnare immediatamente), e spesso c'è anche la tv o la musica... Insomma, scrivo e basta XD

    Moz-

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    1. Tu però scrivi in ufficio, giusto? Mi ricordo una foto alla tua scrivania, mi sembra che sia in una stanza grande con altri colleghi. Scrivi anche per lavoro?

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  8. Sei tutto il contrario di ciò che mi ero immaginato. Pensavo scrivessi nel disordine, e invece guarda che rigore, che scientificità. Ma perché c'è la mia foto appesa alla parete?

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    1. Brad?^^ Is it really you? ^^ :D
      E tu? Sei ossessivo compulsivo?

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  9. Che bello che ci hai portato a visitare il tuo angolo da scrittrice :D
    Io sono abbastanza minimalista: pc da tavolo con open office, pagina della treccani aperta e mille appunti su carta. Ultimamente ho anche un'ametista vicino al monitor, nella speranza che mi porti un po' di ispirazione... :)

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    1. L'ametista stimola la consapevolezza spirituale! (L'ho appena letto su wikipedia). Domani ne ordino una dozzina :D

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  10. Mi ritrovo in alcune cose che dici, soprattutto riguardo all'organizzazione del lavoro. Utilizzo evernote e dropbox in maniera intensiva, in modo da aver sincronizzato tutto il materiale sempre, ovunque mi trovi. La differenza è proprio questa, totale mancanza di un luogo di riferimento spaziale che posso definire "il mio studio": il PC fisso è in camera di mio figlio di un anno, cosa che mi è già costata un hard disk, il portatile vive in esilio fra mensole, cassetti e tavolo del salotto. In ultimo il mio ufficio al lavoro, ospitando il bollitore e le bustine di te, è considerato uno spazio comune dove i miei oggetti vengono spostati secondo il gusto dei colleghi.

    Se c'è un ordine nella mia scrittura, questo può essere solo virtuale.

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    1. Mi pare di capire che i figli prendano il sopravvento su ogni stanza della casa, non si scappa :)
      Evernote non l'ho mai usato, anche se l'ho scaricato. Non mi viene proprio in mente di usarlo, forse perché la mia storia si basa più sui miei ricordi che su ricerche esterne, quindi il mio evernote è la memoria. Al massimo faccio un giro su facebook a guardare le foto dei miei viaggi per ricordarmi un'emozione, o leggo i miei vecchi diari che custodisco gelosamente a casa dei miei genitori, in Italia.
      Almeno in ufficio però potresti reclamare la tua scrivania! :)

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    2. Alla fine credo che questo casino ci serva per vivere e scrivere non fa eccezione alla vita! :-)

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    3. Avrei dovuto scriverla in qualche racconto, e invece... ah!

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    4. Ormai è tardi, l'ho già usata nel mio romanzo :D

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  11. Anch'io voglio la lavagna di sughero! La desidero da una vita, ma, scrivendo in salotto, ammetto che starebbe da cani... A parte questo, mi sembri solo molto, molto organizzata. Io sono una dilettante allo sbaraglio, dal punto di vista organizzativo. Computer, programma di scrittura base, pages del Mc, stampante, che che serve per le cose di scuola, libri di documentazione a portata di mano, un cd di musica di fondo (più che altro per non sentire, alla sera, la tv che guarda il marito) e il gatto. Il gatto non è che sia proprio indispensabile, anzi, ma lui si infila tra me e il bracciolo della comodissima poltrona ikea e inizia a fare le fusa... Oppure, come adesso, mi osserva scrivere appollaiato sulla stampante. Come si fa a cacciarlo via?

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    1. Il gatto è indispensabile, io te lo invidio molto. Sto cercando di circuire qualche gatto del vicinato, mettendo ogni giorno un po' di Temptations in una scodella e avvicinandola sempre più alla casa. Qualcuno li sta mangiando, ma non ho visto chi. Spero non siano i topi!
      La lavagna di sughero puoi metterla in salotto, se Nik si lamenta minaccialo di metterla al posto della televisione! hehehe

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  12. PC , agenda con gli appunti e la linea del tempo, musica di sottofondo e pagina sinonimi e contrari aperta. Non mi serve altro ^_^

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    1. Non fa una piega. Che tipo di musica ti piace ascoltare mentre scrivi?

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  13. Tu sei avanti anni luce. Io ho un laptop (da cui accedo a qualunque cosa) un quaderno con suggerimenti/annotazioni/concetti. Occhiali sul naso, casse collegate, bottiglietta d'acqua. Il tutto in un casino totale che si distende sulla scrivania e che farebbe venire i brividi a ogni OCD. Alle volte mi perdo anch’io. ;)

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    1. Spero che parteciperai al meme, mi piacerebbe vedere la foto della tua scrivania! E magari anche una foto tua... come tu stessa hai detto nel post sull'alfabeto, non potrai giocare a nascondino per sempre :P

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    2. Quanto mi piacerebbe, però! :D

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    3. Non vale, la mia curiosità patologica ne soffre. Se non ti decidi farò girare informazioni fasulle sulla tua identità, buahahahaha :D

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    4. :D :D :D (leggi: risata di gusto)
      Ok, ok. Avevo già deciso di fare il memo, quindi la mia scrivania si mostrerà in tutto il suo casino nelle prossime settimane. Quanto a me... non ho molta scelta, la “partita” a Nascondino sta per finire. ;)

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    5. Rullo di tamburi! Che curiosità, non resisto!

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  14. Nessuna ossessione. Ormai cerco di affrontare la scrittura come divertimento, anche se magari tratto argomenti che non divertono proprio per niente. Un dizionario cartaceo a portata di mano. OpenOffice per scrivere. Sì, la stampante per stampare. E poi il backup!

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    1. Giusto! Il backup! Elemento fondamentale per ogni scrittore! Grazie di averlo ricordato. Io mi mando una mail coi file nuovi ogni due o tre mesi, perché mi scordo di farlo più spesso. Ultimamente ho saputo che ci sono stati casi di hackers su gmail e che le mail non sono recuperabili, quindi dovrò ricordarmi di salvare anche sull'hard disk esterno, che non uso praticamente mai.

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    2. basta usare qualche servizio tipo dropbox o google drive: lui salva in automatico e tu sei tranquilla. però, se vuoi tenere le versioni di quello che scrivi, serve roba più "potente" :)

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    3. la roba buona, insomma :D

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  15. A Natale ho vinto il mio posto al sole: PC nuovo e scrivania nuova, su cui appoggiare anche i pennarelli colorati, la cartellina da regista con gli appunti, il fiore di turno, le palline di feltro, l'essenza da annusare prima di scrivere (novità!) e tutto quello che l'occasione richiede. La bacheca è rimasta vicino all'altro PC, ma mi bastano due passi per avere sott'occhio le schede dei capitoli e le mie frasi ispiratrici. Niente OCD, solo comfort! :)

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    1. Dovrai partecipare al meme perché così non basta!
      Che fiore di turno? Dal tuo giardino o li compri? Cosa sono le palline di feltro? E la fragranza? Sniffi, eh? Lo sapevo...
      Vogliamo la foto della scrivania nuova!

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    2. What's "meme"? Mmmh, ci penso... dai, srebbe carino, con tanto di foto! Se ci fosse una buona partecipazione verrebbe fuori una cosa simpatica. Dai, organizza, così dopo passa Michele e ti batte sul tempo. :D

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    3. No :) niente foto e niente meme, questa volta...

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    4. Non era una critica, Michele. :) Meglio precisare, perché le comunicazioni virtuali sono infide...

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    5. Non preoccuparti: era chiaro. Infatti avevo messo anche il sorrisino :)
      E poi sono troppo vecchio di Internet per farmi fregare così subito dalla prima parola scritta che passa (sperando che non siano le ultime parole famose!) :D

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    6. Non organizzo più niente, delego tutto a Michele, è lui il secchione della classe.
      Ah, dimenticavo.
      :)
      Che se poi non metto il sorrisino si mette a piangere...

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    7. :(
      e io mi metto a piangere perché adesso so che l'hai fatto apposta!
      :,,,,C
      signora maestraaaaaa! guardi cos'ha scritto lisaaaaa!

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    8. occhio che ti meno e ti rubo i soldi della merenda, spione!

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  16. Che bello, come mi piacerebbe passare le mie giornate in uno studio tutto mio con le mie ossessioni-compulsioni :)
    Io non ho un libro in itinere, ma quando scrivo online siamo io e il mio pc, se ho del mate con cui iniziare la giornata molto meglio, luce naturale e possibilmente finestra aperta. Poi purtroppo alle 12 stacco tutto e vado sotto il neon dell'ufficio :P

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    1. Iniziare a lavorare alle 12 non è male, ci sono dei matti tra gli amici blogger che si alzano alle tre di notte per scrivere prima di andare in ufficio alle 8 (Salvatore ti fischiano le orecchie?)
      Io scrivo dalle 8 alle 11, ma i giorni in cui posso davvero star seduta fino alle 11 senza che qualcuno o qualcosa richieda la mia attenzione sono davvero pochi.

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  17. Secondo me sei soltanto ben organizzata e persegui il tuo fine, quello di riservati tempo per scrivere al meglio! Mi piace molto la tu postazione ^_^

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  18. Beh, Neil non ha visto la mia di scrivania... Linda e pulita (la pulisco ogni volta, prima di mettermi a scrivere). Una lampada per riuscire a vedere i tasti di notte. Una tazza di ceramica bianca per il caffè (caffè americano), con la scritta: Torno subito, vado a consultare me stesso! Un paio di manuali (On Writing per i consigli, Scrittura Zen per lo spirito, Il piccolo manuale del correttore di bozze e Il piccolo manuale di editing), che non uso quasi mai, ma che tengo lì a portata di mano. Un post-it giallo che ha resistito attaccato all’angolo in basso a destra del Mac (e per questo ha assunto un grande valore), con su scritto: Nessuno concluderà la storia al posto tuo! Un bloc-notes grande per gli appunti e gli scarabocchi, e una penna rigorosamente nera. Una poltrona comoda. Un poggia piedi. L’ultimo libro che sto leggendo (L’incolore, di Murakami), che uso per fare pausa riflessiva. E poi lui, il mio Mac: è arrivato una mattina di gennaio del 2009 e non mi ha più abbandonato. Sul Mac uso esclusivamente Page (o anche Scrivener, ma lo trovo ridondante) e, come te, la pagine internet di: vocabolario Treccani, Sinonimi e Contrari di Virgilio, Coniuga (un sito molto utile sulle coniugazioni grammaticali).

    That all, folk.

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    1. Salvatore you are soooo OCD! Ci batti tutti. Hai pure il manuale zen e il poggia piedi!
      Questo sito delle coniugazioni va dritto tra i miei preferiti!

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  19. Il mio magico Mac è nella stanza dei ragazzi che lo strausano durante tutto il giorno, dunque quella postazione diventa mia quando loro sono a scuola. Con me porto la mia agenda, la mia penna e l'ipad, perché anziché spostarmi da una pagina all'altra aperta sul computer, preferisco tenere fissa la pagina in cui sto scrivendo e fare tutto il resto (ricerche in internet, dizionari vari) con l'ipad. Il pomeriggio, scrivo in un angolo del salone dedicato alle mie attività: una scrivania, libera e ordinata e una finestra accanto che si affaccia sul giardino (così l'ispirazione è assicurata!)

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    1. Il tablet non mi piace perché ci vuole troppo tempo a digitare sul touchscreen, e comunque non ce l'ho quindi forse parlo per invidia :D
      Guardare fuori dalla finestra mi distrarrebbe troppo, il mio giardino pullula di fauna selvatica :D

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  20. Beh, fra tanti scrittori ci vuole un outsider. O no ?
    Io non sono uno scrittore. A volte butto giù qualche pensiero, ma non lo faccio con regolarià e nemmeno con impegno. Se arriva arriva.
    Leggendo qui, tuttavia, sono stato preso da una sensazione "ipocondriaca".
    Se Lisa è una scrittice compulsiva, allora Io sono un riparatore compulsivo !
    Qualsiasi oggetto mi capiti fra le mani, infatti, può assumere solamente tre stati: Un dispositivo funzionante, un dispositivo riparabile, una sorgente di pezzi di ricambio.
    Voi avete l' angolo della scrittura, ma anche la mia officina-laboratorio è una specie di antro magico.
    Di notte, dopo il dodicesimo rintocco, gli aeromodelli parlano fra loro, i computer giocano a tressette, le lime si rifanno la zigrinatura, il modem fa l' occhiolino alla stampante. Una di queste sere, vedrete, arrivo all' improvviso e li becco in flagrante.
    Di giorno c' è un posto per ogni cosa. A volte si sta un po' "accatastati" ma è tutto a portata di mano (tranne il cacciavite che stavo usnado prima. Dove l' avrò messo....)
    Ogni attrezzo ha un' anima e la si deve sentire. Solo così si può capire come stringere un bullone senza spezzarlo, come estrarre un cuscinetto senza rigare l'asse, come ricostruire la pista di un circuito stampato senza bruciare il supporto.
    Non è scrivere, ma, credetemi, la poesia non è solo nelle parole.

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    1. Rischi grosso a dire che non è necessario scrivere per essere poeti... ;)
      Ho sempre provato una rispettosa soggezione per i conoscitori dei segreti degli oggetti... la manualità è un dono che mi elude. Mi piace questa descrizione della tua officina, chissà perché ho in mente un garage pieno di aggeggi indefinibili.
      Perché non la fotografi e ci scrivi un post?

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    2. Immagina di usare una lingua che non tutti conoscono, priva di suoni, ma capace, tuttavia, di esprimere concetti complessi. Dove ogni "Gestalt" ha davvero una forma, proprietà funzionali e combinatorie, significati connotativi e denotativi. Ha stimoli lontani capaci di disegnare mape su tutti e cinque i sensi, stimoli vicini capaci di attivare emozioni come e forse più dei suoni.
      Gli ingredienti per fare della poesia mi pare ci siano tutti. Ogni volta che sei rimasta incantata di fronte ad un paesaggio "mozzafiato" la poesia era lì. Ogni volta che, dal mio "antro" esce la riproduzione di un aereo che vola davvero, i versi sono infusi nelle ali, nell' alluminio del motore, nelle decorazioni, nella forma. Pensali come ideogrammi tridimensionali di una lingua che non si può "parlare".....

      Credo che seguirò il tuo suggerimento. Ci vuole una foto e un post. Spero di trovare il tempo abbastanza presto.

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    3. Mi piace il tuo modo di esprimerti, sei sicuro di non essere uno scrittore? :)

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    4. Grazie, è un complimanto inaspettato. Graditissimo, ma io continuo a pensare agli scrittori come a gente "seria", ben organizzata, con un progetto e uno scopo. Un po' ccome i direttori d' orchestra.
      Io, se mai, "scrivo alla giornata". Mi piace pensarmi come uno "scrivano di strada". Come gli artisti che suonano l' organetto e magari ti strappano una lacrima, ma giri l' angolo e non ci pensi a lungo....

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    5. Gli scrittori non sono affatto seri, e soprattutto non hanno idea di cosa stanno facendo. Almeno a mio parere. Come disse F.S.Fitzgerald, "Writers are not exactly people... they are a whole bunch of people trying to be one person" - "Gli scrittori non sono esattamente persone... sono un intero gruppo di persone che cercano di essere una persona unica".

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  21. la cosa curiosa è che partiamo da scrivanie simili, stessi raccoglitori verticali (identici modelli metallici, i miei in grigio) e contenitori delle penne, fonte luminosa, dizionario dei sinonimi e contrari e vocabolario italiano/inglese, i miei però cartacei. in pratica a me manca solo lo specchio sostituito dalla bottiglia di whisky in cui (mi) rifletto meglio :-).
    eppure nonostante queste somiglianze di partenza, io e te divergiamo presto: tu martelli disciplinata sul romanzo, io divago di continuo,mi distraggo e in ogni caso, bene che vada, butto giù una paginetta per un racconto sempre più breve. :-)
    ml

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  22. I raccoglitori sono IKEA :)
    La bottiglia di whisky fa molto Bukowski, "find what you love and let it kill you"...
    La differenza di base è che io scrivo scrivo poi cancello, tu invece butti giù due righe e lasci tutti a bocca aperta!

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  23. Magari inizierei col sottolineare a Neil che una persona SOFFRE di un disturbo, non E' un disturbo! ;)
    Onestamente io quando scrivo, scrivo, non mi preoccupo di altro. In genere metto in sottofondo della musica. Mi da solo parecchio fastidio sentire casino quando sono nella fase di revisione: allora niente musica e odio rumori di qualunque provenienza, specie se molesti.

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    1. In inglese la persona è il disturbo. Molti americani dicono "I am ADD" per dire che si distraggono facilmente, senza per questo essere stati diagnosticati con un disturbo di iperattività e carenza d'attenzione. La malattia mentale non è un tabù come in Italia, da queste parti andare in therapy fa figo.

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    2. L'avevo immaginato... Ma certe costruzioni dell'inglese continuano a lasciarmi perplesso... :)

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  24. È un angolo di lavoro molto bello. Certo, la lavagna di sughero sa un po'anche da Criminal Minds e profilers in linea generale, però è sicuramente utile!
    Non avevo mai pensato che i personaggi di un romanzo dovessero avere un volto da vedere per lo scrittore, interessante!

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    1. Non ci avevo pensato, è vero, la lavagna di sughero fa molto ufficio dell'FBI :D

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