23/07/14

PALAZZO SOGLIANO di SVEVA CASATI MODIGNANI

sveva casati modignani
Il mio voto: 3/5

Qualche settimana fa ho chiesto ad un'amica di mia madre quale fosse il suo scrittore preferito. Con evidente entusiasmo Tiziana si è portata le mani al petto e gettando gli occhi al cielo ha riposto: "LA SVEVA"…
Davanti alla mia totale ignoranza in materia Tiziana mi ha spiegato con paziente condiscendenza come Sveva Casati Modignani, nome altisonante nonché falso, sia tra gli scrittori più venduti in Italia nonché tra gli autori preferiti delle casalinghe disperate. I suoi romanzi sono lunghi, lenti 'polpettoni' adatti a una lettura poco impegnativa, perfetta per i pomeriggi di calura sotto l'ombrellone. Mi sono dunque fatta prestare "Palazzo Sogliano"(Sperling&Kupfer, 2013), un mattone di 500 pagine, e ho cominciato subito a leggerlo. Nonostante la mia mente fosse ricolma di pregiudizi negativi, mi sono presto dovuta ricredere quando mi sono trovata immersa nei drammi d'amore (fortunatamente senza lacrime) della protagonista e della sua famiglia. Seppur leggera e senza colpi di scena, la trama non è del tutto scontata e il punto di vista narrativo si sposta tra diversi personaggi ben delineati e correttamente inseriti nel panorama italiano della seconda metà del 1900.

La trama:


Il marito di Orsola muore lasciando cinque figli e una fiorente attività di corallaro a Torre del Greco, nei pressi di Napoli. Insieme al testamento Orsola scopre che il marito aveva avuto un sesto figlio da una relazione extra-coniugale con una pianista asiatica conosciuta brevemente in America. Orsola, originaria di Milano, torna nella città natale per riprendersi dalla notizia e rivedere Damiana, la sua migliore amica, che sarà al suo fianco durante il difficile percorso di elaborazione del lutto ed accettazione del nuovo membro della famiglia. La storia della gioventù di Orsola, quella dei suoi figli e della suocera Margherita, si intrecciano in un'Italia percorsa da Nord a Sud dai tempi del fascismo ai giorni nostri.

L'autore:


Sveva Casati Modignani è uno pseudonimo usato dai coniugi Bice Cairati (1938) e Nullo Cantaroni (1928-2004) per un'ampia serie di romanzi tradotti in venti Paesi per più di dieci milioni di copie vendute. Dopo la scomparsa del coniuge, Bice continua a scrivere e pubblicare ed è ormai nota ai più come "La Sveva".

Istruzioni per l'uso:


L'incipit di un romanzo è importante per catturare l'attenzione del lettore, ma è anche il momento in cui si stipula un contratto con il lettore. Chi scrive dà un timbro alla narrazione che già fa capire a chi legge cosa si può aspettare dall'intera storia. Chi legge accetta, continuando la lettura, oppure rifiuta, non comprando il libro. Sveva Casati Modignani è molto chiara nel suo incipit, promettendo al lettore un romanzo lento, semplice e di buona compagnia. Eccone le prime battute di "Palazzo Sogliano":

Saverio bussò più volte alla porta senza avere risposta. Allora schiuse il battente ed entrò nella stanza immersa nella penombra. La luce del mattino filtrava dalle persiane e una lama di sole rischiarava la camera matrimoniale. Il soffice tappeto francese su cui il giovane camminò gli consentì di accostarsi al letto della madre senza fare rumore.
La donna dormiva profondamente. Saverio si chinò su di lei e sussurrò: «Mamma».
Orsola increspò per un attimo le labbra ma non reagì.
«Mamma», ripeté con voce più decisa.
Lei aprì gli occhi. Suo figlio le accarezzò la fronte e le sedette accanto, sul bordo del letto.
Orsola avrebbe voluto riacciuffare il sonno e mettere una barriera tra sé e la realtà.

Il tono dell'incipit rimane invariato nel corso del romanzo nonostante il cambiamento del punto di vista narrativo e i salti da un'epoca all'altra. La flemma del narratore si mantiene anche in momenti di grande tensione e suspense, come il seguente:

Margherita ascoltò impassibile il racconto di Orsola senza mai interromperla.
Poi calò il silenzio. Evidentemente i due fratelli si erano stancati di cantare e si erano allontanati. Margherita Sogliano sembrava una statua. Alzò una mano per scostare un lembo del colletto dell'abito di seta blu che indossava, come per respirare con più facilità.
«Voglio uscire. Accompagnami a mangiare un gelato. Potremmo andare sul porto. Voglio respirare l'aria del mare», disse.

Trovate questi passaggi accattivanti? L'incipit che avete letto vi stimola a comprare il libro? Lasciate le vostre impressioni qui di seguito.

Buone parole a tutti!

Se leggi anche in inglese, try my book reviews on ALL YOU CAN WRITE.

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