23/07/14

IL TUTTOMIO di ANDREA CAMILLERI


andrea camilleri
Il mio voto: 5/5

Il libro perfetto per un pomeriggio in piscina, "Il tuttomio" (2013) è una lettura semplice e accattivante, da leggere tutto d'un fiato (tempo di lettura: 3-4 ore).


La trama:


Il personaggio principale è Arianna, una donna di trentatrè anni che presenta comportamenti più adatti ad una bambina di nove e che nella sua ingenuità causa catene di eventi inaspettati e mai svelati. Al suo fianco c'è Giulio, sessantenne vedovo con una menomazione fisica che ne impedisce una vita completa. Il bello di certe trame è di scoprirle pagina per pagina, e "Il tuttomio" fa parte di questa categoria, per cui non dico altro se non che il romanzo è stato categorizzato nel sottogenere erotico.


L'autore:


Andrea Camilleri (1925) è tra i venti autori italiani più famosi del XX e del XXI secolo, è diventato famoso grazie alla fortunata serie di romanzi sul Commissario siciliano Montalbano che sono stati scritti quando Camilleri aveva già più di sessant'anni. Nel 1978 i primi due romanzi dell'autore non avevano riscontrato successo e Camilleri era più noto per la sua appartenenza al Movimento Comunista e per la vicinanza della sua famiglia al già allora famoso Pirandello.
Lo stile de "Il tuttomio" è semplice, veloce, irresistibile.


Istruzioni per l'uso:


Sapere che anche uno stimato autore come Andrea Camilleri ha tardato ad essere riconosciuto per il suo talento dà speranza ad ogni scrittore emergente. La lezione che ho imparato da "Il tuttomio" è che non importa quello che i libri su come scrivere un best seller ci raccontano, o meglio è buono sapere questi consigli ma è anche buono non seguirli pedissequamente. La tecnica del flashback è considerata rischiosa dai manuali di scrittura in quanto distrae il lettore dalla linea narrativa principale e può annoiare se non inserita al posto giusto e col ritmo giusto. A seguire riporto un esempio di come il flashback possa essere usato invece per aumentare la suspence e l'attenzione del lettore:

Ferma, scende, apre il bagagliaio, traversa la straducola, va al cassonetto, da terra piglia le ossa calcinate del cranio di un grosso animale, certo una vacca, torna, l'avvolge in un vecchio plaid, lo depone cautamente dentro il bagagliaio, richiude, riparte. È così contenta che le viene da canticchiare l'unico motivo che sa.

Da piccola, nella campagna di nonna, si era fatta il tuttomio che nessuno conosceva, non l'aveva detto nemmeno a Mariella che era la sua amica del cuore perché il tuttomio era tutto suo e basta. Non ci doveva entrare nessun estraneo. E poi lei era all'ingresso, per sicurezza, ci aveva messo la testa di vacca. Chi la spostava per entrare, moriva.

La mia testa di vacca
ammazza chi la tocca
ti fa venir la cacca
e il sangue dalla bocca
poi muori dissanguato
e col culo cacato.

È arrivata sul posto dove ha aiutato l'uccello a morire. Ne è certa perché proprio a un metro c'è un palo che regge la scritta "A 100 metri Tratoria casaligna". Ferma, scende. Sull'asfalto è rimasta solamente una sfumatura più scura e nient'altro. Si guarda attorno. E scopre i resti spappolati dell'uccello ai piedi di una pianta d'erba selvatica nel prato che costeggia la strada. Si avvicina, guarda. Migliaia di formiche se la stanno spolpando, vanno avanti e indietro formando due file ordinatissime. Torna alla macchina, riparte.


Che cosa ne pensi dell'uso della tecnica del flashback? La usi spesso nei tuoi romanzi? Condividi le tue opinioni ed esperienze tra i commenti, grazie!

Buone parole a tutti!

Se leggi anche in inglese, try my book reviews on ALL YOU CAN WRITE

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