08/04/16

Film per scrittori: 5 to 7

POSTILLA DEL 19 GIUGNO 2016:
RIP ANTON YELCHIN.
UNA MORTE ASSURDA LO RENDE MEMBRO DEL 27 CLUB.


Vi è mai capitato di vedere un film e desiderare di poterlo leggere? 
5 to 7 sarebbe un libro bellissimo.


L'ho scelto tra le proposte di Netflix una sera, con aspettative talmente basse che non avrei potuto rimanere delusa. Ho tenuto il telecomando in mano, pronta a cambiare idea, per i primi quaranta minuti, poi mi sono arresa al fatto che, nonostante gli attori mediocri e la storia scontata, valesse la pena vedere l'intero film per appuntarmi alcune parti del copione, assolutamente geniale.

Lo scrittore e regista è tale Victor Levin, che finora ha solo scritto commediole romantiche, come questa, del resto. Il protagonista maschile è un giovane aspirante scrittore (Anton Yelchin) che si innamora di una donna francese sposata con due figli (la MILF per eccellenza, nonché Bond girl di Skyfall, Bérénice Marlohe). 

SPOILER ALERT. 

Come vi potete immaginare, il giovane idealista perde la testa, tutti i soldi e alla fine anche la dignità, ma diventa uno scrittore di successo quando, finito l'amore, non gli resta altro che la pagina bianca per sfogare il suo dolore. Il film si intitola "Dalle 5 alle 7" perché la francesina e il marito hanno un accordo che permette loro di frequentare altre persone ogni giorno a quell'ora... Bah. Contenti loro... Passiamo alle cose interessanti. 

FINE SPOILER ALERT.

Il film comincia con un incipit dolce e potente.

La telecamera si sofferma sulle panchine di Central Park a New York, lasciando il tempo allo spettatore di leggerne le incisioni, mentre la voce fuori campo spiega che alcune delle scritte più belle della città di NY non si trovano affatto, come ci si potrebbe aspettare, sui libri, nei film o a teatro, bensì appunto sulle panchine del parco. L'effetto è forte, perché le incisioni parlano di storie d'amore, di guerra e di morte, che vanno dritte al cuore.


"Read the benches and you'll understand 
enormous things happened in every life"




"The beautiful Kate Kaurate, age 18
deserved so much and died so young
I was so moved by you
I would have done anything to save you"

Il primo personaggio a essere presentato è LUI, che ogni giorno appende al muro le lettere di rifiuto da parte delle case editrici di ben dodici paesi, tra cui il famoso magazine New Yorker (cliché tipico americano). I genitori, preoccupati, vorrebbero che andasse all'Università, ma lui vuole fare lo scrittore a tutti i costi. Passa le sue giornate scrivendo, sognando storie e parlottando tra sé e sé, (vi sentite chiamati in causa?) finché per caso vede LEI. Attraversa la strada, fumano una sigaretta, si sorridono ed è amore. LUI non riesce più a scrivere, vive per LEI, pensa solo a LEI, fino a quando LEI gli spiega di esser sposata ma di avere due ore al giorno di libertà per frequentare chi le pare. 

Il marito, intanto, nelle sue due ore libere frequenta una famosa editor (non capita mai nella vita vera) e così LUI si trova anche l'agente. Incontro fortunato, no? Ma del resto, come dice LUI, in New York non si è mai a più di venti piedi di distanza da qualcuno che si conosce o da qualcuno che si è destinati a conoscere. La editor non si fa crucci per il fatto che il suo amante sia sposato, anzi cerca di convincere LUI a godersi il momento, ché "Life is a collection of moments and the idea is to have as many good ones as you canIf you want to be a writer you can't have a mediocre life. You have to swing from the heels". 
"Swing from the heels" è una metafora tratta dal gioco del baseball che, dice la editor, di solito piace molto agli scrittori. Io non l'ho capita, per cui se ne cogliete il senso vi prego di condividerlo nei commenti.

Tutto il film è puntellato di frasi bellissime e poetiche, che a volte LUI si segna per le sue storie, proprio come faremmo noi. E qui e là, si vedono altre panchine.



"Want to hang out sometime outside of running?
Kelly & John
Married May 5, 2012"



"I swear I think there is nothing but immortality!
Penny M. Azar
1950-1995"

Vi lascio con la frase finale del film, mi ha fatto riflettere e mi è tornata in mente parecchie volte. Usatela, se vi pare, come spunto di meditazione per la vostra giornata di scrittura:

"Le storie più belle, qualsiasi esse siano, sono state scritte per un solo lettore".

23 commenti:

  1. Uhm e adesso come si fa?
    Io sono il tipo che i film che hanno per protagonisti gli scrittori riesco a digerirli con magnanimità anche quando sono delle ciofeche.
    Adesso mi hai messo la curiosità di vederlo, ma su Netflix Italia non c'è... O.o Mumble...
    A questo punto fai spoiler di tutta la trama minuto per minuto :D

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    1. Da Google trovi lo streaming sottotitolato in italiano
      Io non t'ho detto niente, eh! ;)

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    2. Anche io sopporto pazientemente le ciofeche se c'è qualche scrittore sullo schermo.
      Ti dico solo che guardo il TV show "Castle"... se non è ciofeca quello... solo perché lui è bravissimo a creare trame di libri gialli!
      Fammi sapere se riesci a trovare lo streaming segreto che qui nessuno ti ha consigliato. :D

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    3. Ehm... io nel fare i sortilegi che mi ha consigliato Barbara non è che sono molto ferrato... :D

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    4. Nemmeno io purtroppo... ho provato un paio di volte ma mi si aprivano cento pubblicità e avevo paura di incappare in qualche virus quindi ho lasciato perdere.

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  2. Devo ammettere che questa frase è bellissima, anche se spero non sia vera fino in fondo. Le storie più belle dovrebbero essere scritte e raggiungere tantissimi lettori, ogni scrittore spera questo, almeno credo... Mi hai fatto venir voglia di vedere questo film, prendo nota del titolo. In effetti anch'io sono sempre molto attratta dai film che parlano di libri e di scrittori, quando mi capita di vederne uno me lo gusto dall'inizio alla fine, chissà perchè eh eh...

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    1. Ti senti chiamata in causa! :D

      Anche a me piacciono i film sugli scrittori, così come le biografie di personaggi straordinari, mi motivano a mettermi alla scrivania.
      Ti consiglio "The theory of everything", basato sulla vita di Stephen Hawking. Mi ha dato la spinta per settimane! :D

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  3. Sono tentata di vederlo ma...dallo spoiler temo che all'ultima scena imprecherei.
    Morale della favola: per essere un grande scrittore, la tua vita deve fare schifo. Sennò non c'hai niente da scrivere.
    Uhm...non posso sostenere questa morale! :/

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    1. “Denuda uno scrittore, indicagli tutte le sue cicatrici e saprà raccontarti la storia di ciascuna di esse” è il tuo motto, quindi? :D

      Secondo me per saper scrivere bene non serve aver vissuto grandi emozioni ma per trasmettere grandi emozioni bisogna saper scrivere bene.

      Wow, ho appena inventato l'aforisma del secolo!

      In genere, personalmente, preferisco gli scrittori che hanno avuto vite interessanti, non per forza schifose, ma almeno accattivanti e fuori dall'ordinario.

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  4. Non credo esistano vite ordinarie, credo esistano piuttosto sguardi ordinari, che non riconoscono lo straordinario che gli passa rasente.
    Se riduciamo il film, lui viene semplicemente mollato dall'amante sposata. Finirà poi con lo scrivere un romanzo autobiografico?!
    Sull'aforisma sono d'accordo. Lo diceva anche Oriana Fallaci: "Sapete, uno scrittore è una persona molto particolare, uno strano animale davvero. E' in effetti una curiosa combinazione di intuito, immaginazione, intelletto, sensibilità, e vede ciò che gli altri non vedono, sente come gli altri non sentono, pensa come gli altri non pensano, e la sua intelligenza è di tipo così diverso da quella usuale, talmente peculiare direi, da non poter essere misurata attraverso i test di intelligenza cui vengono sottoposte le altre persone.
    La peculiarità di questo strano animale è tale che non di rado uno scrittore è in grado di scrivere di cose che non comprende completamente. [...] Per le medesime ragioni uno scrittore è anche in grado di scrivere di cose che non ha mai visto [...]." da "Il mio cuore è più stanco della mia voce"
    (e questo nonostante lei di cose straordinarie ne ha viste e vissute parecchie)

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    1. Questo passaggio è meraviglioso, grazie di averlo condiviso.

      Sono d'accordo, alcune persone hanno una sensibilità tale da saper trasmettere emozioni tramite la descrizione di una tazza di caffè.

      SPOILER ALERT

      Nel film, LUI riesce a pubblicare un racconto (che parla di cani) sul New Yorker e fa un accordo con un agente famoso che gli dice: "Mi piace come scrivi, non vedo l'ora di leggere cosa scriverai quando avrai qualcosa di cui valga la pena scrivere".

      Ovviamente la frase è tradotta a memoria e non letteralmente, ma il succo è quello. LUI è acerbo, forse troppo giovane, forse troppo protetto dalle crudità della vita, per poter sfruttare il suo talento come scrittore.
      Certi temi, come il dolore e la perdita, si possono descrivere solo dopo averli provati.

      Sei d'accordo?

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    2. No. Non è l'avere esperienza di qualcosa che ce la fa comprendere. E' la sensibilità verso quell'esperienza, e la sensibilità in generale, che ci permette di cogliere tutte le sensazioni di quell'esperienza.
      Anche perchè, se dovessi essere d'accordo, dovrei dare ragione a tutte quelle volte che sono stata zittita con la fatidica frase "tu non puoi capire perchè non sei/non hai -qualcosa-" e dovrei cominciare ad usarla verso gli altri. Invece quella frase dimostra solo mancanza di empatia e di sensibilità.
      Non sono costretta in una sedia a rotelle, ma comprendo bene le difficoltà di alcuni miei amici più cari. Non ho perso mio padre di malattia, ma riesco a sentire quanto male si può stare, riesco a capirlo fino in fondo. Questione di età? di maturità? (per non dire di vecchiaia XD ) Forse.

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    3. Ad essere sincera non sono d'accordo con te.

      Mi è capitato, come psicologa, di sentirmi dire "tu non puoi aiutarmi perché non puoi capire, solo chi c'è passato può capire" e ammetto che, in effetti, avevano ragione. Solo dopo esserci passata, ho davvero capito.

      Ti faccio l'esempio delle sigarette. Lavorando coi tossicodipendenti, dicevo di capire la fatica e l'impegno che mettevano nel non prendere droghe, ma solo quando ho smesso di fumare ho davvero sentito l'immensità del compito.

      Non sto dicendo che solo chi ha preso droghe possa scrivere di tossicodipendenti, se si studia bene e si parla con tante persone si può raggiungere una certa sensibilità sul tema. Eppure sono convinta che il libro "I ragazzi dello zoo di Berlino", l'autobiografia di Christiane F., non avrebbe fatto così tanto successo se fosse stato scritto da qualcun altro. La storia, in sé, non è affatto fuori dal comune. È l'emozione nella voce del narratore che lo rende un best seller.

      La foto del tuo profilo è piccolina ma si vede comunque che sei troppo giovane per giocare la carta della saggia terza età! :D

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    4. ...bisogna vedere quanti anni ha la foto ;)

      Se fosse vero ciò che dici, suore e preti non potrebbero parlare di famiglia e un ginecologo uomo è un pessimo medico :D

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    5. Non voglio sforare in campi altri dallo scopo di questo blog, ma continuo a difendere la mia opinione.

      Nella mia esperienza personale, ho visto due ginecologi uomini, entrambi molto competenti, entrambi completamente inadatti a soddisfare le mie esigenze emotive.
      Per quanto riguarda il mio prete, l'ultima volta che sono andata a parlargli avevo circa ventott'anni. Mi ha detto che una donna nella vita ha due strade possibili: moglie o suora. Al che ho risposto che doveva per forza esserci una terza opzione, visto che non desideravo essere né suora né moglie. E lui ha detto di sì: la terza opzione è la malattia. Ai malati non si richiede di fare alcuna scelta, esistono per ricordare agli altri quanto sono fortunati.

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    6. "nella tua esperienza personale"
      Che differisce completamente dalla mia, esattamente per i due esempi citati (la terza opzione è l'ateo, gli avrei risposto io XD ). E' proprio per questo che evito di basare le mie opinioni solo su esperienza diretta. Ogni volta che lo faccio, arriva un'eccezione che scombina la regola. Devo pensare che solo vivendo certe emozioni le si possono comprendere? No, per fortuna no. Altrimenti non avremmo più scrittori di fantascienza o fantasy, romanzi storici ambientati in epoche lontanissime e tutti gli autori di horror o thriller sarebbero ovviamente degli assassini. Perchè non potrebbero scrivere qualcosa che non hanno vissuto.
      E come fanno gli attori a recitare qualcosa di lontano dal loro essere? Studiano. Le persone. Chiedono. Ascoltano. Osservano.
      Sennò il rischio è di recitare sempre la stessa parte.
      E di scrivere sempre le stesse cose (ma in libreria vediamo che fortunatamente non è così).

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    7. "La terza opzione è l'ateo" è una risposta fantastica. Dov'eri quando mi servivi?!

      Alla fine della discussione, spero ben che abbia ragione tu, perché sto scrivendo il diario di Giorgio e se non posso identificarmi in un uomo settantenne allora il romanzo perderà credibilità.
      Sto seguendo esattamente il tuo consiglio: studio le persone e chiedo ai diretti interessati di raccontarmi della loro vita. Sto usando frasi che mi dicono, parola per parola. Li copio e incollo proprio, sfruttandone il lessico e le descrizioni.

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  5. OK: non vado al cinema e non ho la tv. Non guardo film neppure sul pc, se è per questo: in generale ho poco tempo e una storia da due ore (scarse) non può offrirmi neppure un po' di quel minimo sindacale di approfondimento, che sarebbe necessario al mio gusto. In più, come dice-qualcuno-ma-non-ricordo-chi, non se ne può più di storie che raccontino com'è figo lo scrittore anche quando non lo vuole nessuno: se non gli fanno scrivere neppure gli auguri di compleanno, forse un motivo ci sarà :)
    Però... però... L'ultima che hai detto credo che sia molto vera ;)

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    1. Vorrei spezzare una lancia a favore dei (pochi) film ben fatti, in cui l'armonia di video e audio redimono la scarsità di tempo, ma visto che è meglio, per me che aspetto impaziente i tuoi romanzi, che tu stia a scrivere anziché gongolarti sul divano, me ne guardo bene dall'aprir bocca! :D

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  6. Ammetto di non amare tantissimo libri e film con protagonista scrittore. Uno scrittore dovrebbe scrivere, principalmente, attività che, narrata, non ha grandi attrattive. Però se mi capiterà a tiro questo film farò un'eccezione, perché mi hai proprio messo voglia di guardarlo

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    1. Ti sfido a dire che non ti piacciono i film con protagonisti scrittori dopo aver visto Emma Thompson in "Stranger than fiction" e Sean Connery in "Finding Forrester". :D

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  7. Non ne avevo mai sentito parlare. Belle queste targhe sulle panchine. Non ho capito Se ci sono veramente

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    1. Ci sono veramente. Tra l'altro ci sono anche sulle panchine distribuite lungo la passeggiata sull'oceano che costeggia Vancouver, mi sono fermata a leggerle e mi sono venute le lacrime agli occhi. Più che altro ci sono dediche a persone che adoravano quel punto della città e che volevano trasmettere a chi sarebbe venuto dopo di loro quel che provavano quando facevano quel cammino.
      Era sera, ma mi sono ripromessa di tornare di giorno per fare qualche foto da postare sul blog.

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