14/04/16

Blog tour: Storia in sei parole


Venghino, signori, venghino! Oggi ospitiamo il blog tour organizzato dal nostro secchione della classe, il famosisssimo Michele Scarparo del blog Scrivere per caso.

Autore di tante rubriche interessanti, Michele ha proposto ai soliti sospetti di cimentarsi nell'arduo compito di mettersi nei suoi panni, così che a noi non è rimasto che rimboccarci le maniche mentre lui se n'è andato in vacanza (non se le sta godendo, purtroppo, perché gli fischiano continuamente le orecchie, e se lo merita).

Se vi sentite chiamati in causa ma non trovate il vostro nome nel seguente elenco, siete ancora in tempo a mettervi in fila per farvi schiavizzare dallo Scarparo. Lo trovate qui.

Ecco le puntate precedenti del blog tour:

E a breve sui vostri schermi:

  • Giulia Mancini (Liberamente Giulia) – una storia in sei parole – 18 aprile
  • Seme Nero (Semi d’inchiostro) – thriller paratattico – 20 aprile
  • Barbara Businaro (Webnauta) –  acchiappami – 22 aprile

Storia in sei parole


Siete pronti a giocare? Ecco le regole. 

Avete sei parole, non una di più, non una di meno, per esprimere un concetto ispirato alla parola scelta per voi questa settimana.
Dicono che il primo sia stato Hemingway, per vincere una scommessa: «For sale: baby shoes, never worn» (Vendesi: scarpe per neonato, mai indossate). Di sicuro sei parole sono sufficienti a dipingere una storia. Persino un romanzo. Ma sono poche, dannatamente poche, e non è facile per nulla.
Se volete fare pratica prima di cimentarvi nella prova di oggi, qui trovate le altre puntate della rubrica "Storia in sei parole".
La parola di oggi è KINTSUGI.

Il kintsugi è la tecnica giapponese del rimettere insieme i cocci di un vaso rotto utlizzando una lacca collosa mischiata a polvere d'oro, d'argento o di platino. In questo modo, anziché gettar via un oggetto ormai inutilizzabile, se ne crea uno più forte e più bello. È una forma d'arte che parla direttamente alla mia anima fenice, che crede alla capacità di ogni essere umano di rinascere dalle proprie ceneri, di cadere e sapersi rialzare.

Da bravo banditore, comincio io: Colerò pepite salate quando saprò perdonarmi.

Giocate con me?

08/04/16

Film per scrittori: 5 to 7

POSTILLA DEL 19 GIUGNO 2016:
RIP ANTON YELCHIN.
UNA MORTE ASSURDA LO RENDE MEMBRO DEL 27 CLUB.


Vi è mai capitato di vedere un film e desiderare di poterlo leggere? 
5 to 7 sarebbe un libro bellissimo.


L'ho scelto tra le proposte di Netflix una sera, con aspettative talmente basse che non avrei potuto rimanere delusa. Ho tenuto il telecomando in mano, pronta a cambiare idea, per i primi quaranta minuti, poi mi sono arresa al fatto che, nonostante gli attori mediocri e la storia scontata, valesse la pena vedere l'intero film per appuntarmi alcune parti del copione, assolutamente geniale.

Lo scrittore e regista è tale Victor Levin, che finora ha solo scritto commediole romantiche, come questa, del resto. Il protagonista maschile è un giovane aspirante scrittore (Anton Yelchin) che si innamora di una donna francese sposata con due figli (la MILF per eccellenza, nonché Bond girl di Skyfall, Bérénice Marlohe). 

SPOILER ALERT. 

Come vi potete immaginare, il giovane idealista perde la testa, tutti i soldi e alla fine anche la dignità, ma diventa uno scrittore di successo quando, finito l'amore, non gli resta altro che la pagina bianca per sfogare il suo dolore. Il film si intitola "Dalle 5 alle 7" perché la francesina e il marito hanno un accordo che permette loro di frequentare altre persone ogni giorno a quell'ora... Bah. Contenti loro... Passiamo alle cose interessanti. 

FINE SPOILER ALERT.

Il film comincia con un incipit dolce e potente.

La telecamera si sofferma sulle panchine di Central Park a New York, lasciando il tempo allo spettatore di leggerne le incisioni, mentre la voce fuori campo spiega che alcune delle scritte più belle della città di NY non si trovano affatto, come ci si potrebbe aspettare, sui libri, nei film o a teatro, bensì appunto sulle panchine del parco. L'effetto è forte, perché le incisioni parlano di storie d'amore, di guerra e di morte, che vanno dritte al cuore.


"Read the benches and you'll understand 
enormous things happened in every life"




"The beautiful Kate Kaurate, age 18
deserved so much and died so young
I was so moved by you
I would have done anything to save you"

Il primo personaggio a essere presentato è LUI, che ogni giorno appende al muro le lettere di rifiuto da parte delle case editrici di ben dodici paesi, tra cui il famoso magazine New Yorker (cliché tipico americano). I genitori, preoccupati, vorrebbero che andasse all'Università, ma lui vuole fare lo scrittore a tutti i costi. Passa le sue giornate scrivendo, sognando storie e parlottando tra sé e sé, (vi sentite chiamati in causa?) finché per caso vede LEI. Attraversa la strada, fumano una sigaretta, si sorridono ed è amore. LUI non riesce più a scrivere, vive per LEI, pensa solo a LEI, fino a quando LEI gli spiega di esser sposata ma di avere due ore al giorno di libertà per frequentare chi le pare. 

Il marito, intanto, nelle sue due ore libere frequenta una famosa editor (non capita mai nella vita vera) e così LUI si trova anche l'agente. Incontro fortunato, no? Ma del resto, come dice LUI, in New York non si è mai a più di venti piedi di distanza da qualcuno che si conosce o da qualcuno che si è destinati a conoscere. La editor non si fa crucci per il fatto che il suo amante sia sposato, anzi cerca di convincere LUI a godersi il momento, ché "Life is a collection of moments and the idea is to have as many good ones as you canIf you want to be a writer you can't have a mediocre life. You have to swing from the heels". 
"Swing from the heels" è una metafora tratta dal gioco del baseball che, dice la editor, di solito piace molto agli scrittori. Io non l'ho capita, per cui se ne cogliete il senso vi prego di condividerlo nei commenti.

Tutto il film è puntellato di frasi bellissime e poetiche, che a volte LUI si segna per le sue storie, proprio come faremmo noi. E qui e là, si vedono altre panchine.



"Want to hang out sometime outside of running?
Kelly & John
Married May 5, 2012"



"I swear I think there is nothing but immortality!
Penny M. Azar
1950-1995"

Vi lascio con la frase finale del film, mi ha fatto riflettere e mi è tornata in mente parecchie volte. Usatela, se vi pare, come spunto di meditazione per la vostra giornata di scrittura:

"Le storie più belle, qualsiasi esse siano, sono state scritte per un solo lettore".