Sono ormai passati mesi dal giorno in cui ho messo la parola FINE alla prima stesura del mio romanzo, che per ora ho intitolato NTS.
La sua presenza mi accompagna, giorno dopo giorno, come un monito silente dell’impegno preso e non mantenuto. Le sue pagine se ne stanno zitte e ferme sulla scrivania, a volte aperte a volte chiuse, come fiori che fanno capolino per vedere se è arrivata la primavera e si ritirano di nuovo, infreddoliti dal gelo notturno. Sto sdraiata nel letto ad ascoltare i lamenti dei personaggi, i miei sogni sono infestati dai buchi neri della trama. Non avrei mai voluto dover dire quel che sto per confessare, ma è giunta l’ora della verità: la revisione mi terrorizza.
Il baratro
All’inizio sembrava normale, giusto anzi, lasciar decantare le parole per qualche settimana, come consigliano i manuali di scrittura. Ho stampato le pagine lasciando ampio spazio per i commenti e le ho riposte in una cartelletta rossa comprata per l’occasione. Passate quattro settimane, ho riletto l’intero romanzo, da pagina uno a pagina centosettantasei, armata di matita e pennarello rosso. Ne è uscito un bel quadretto di arte moderna, abbondante di frecce, cerchi e punti interrogativi. Non me ne sono preoccupata più di tanto, sul momento. Se ero riuscita a superare lo scoglio della prima stesura, non mi avrebbe fermato più nulla.
Il panico ha fatto la sua comparsa la mattina che ho aperto l’agenda e ho trovato la scritta a caratteri cubitali: “INIZIO REVISIONE”. Intorno a me c’erano solo domande e dubbi, scritti ordinatamente dal numero uno al numero duecentotrentotto sul blocco per gli appunti, scarabocchiati su post-it appesi in ogni stanza, accennati tra le pagine del quadernino da borsetta, stipati addirittura tra le notes del telefono. I punti interrogativi hanno preso vita e si sono ingigantiti, arpionandomi alla gola e strattonandomi da ogni lato. D’un tratto, altri interessi hanno iniziato a punzecchiare la mia attenzione. Potrei fare l’orto quest’anno… sarebbe proprio ora di completare quel puzzle da 2000 pezzi… stamattina non posso scrivere perché devo tagliare la legna/telefonare a casa prima che vadano a letto/pulire la tazza del cesso… La mattina che piuttosto di sedermi alla scrivania ho pensato di mettermi a cucinare ho capito di avere un problema. Non esisterà mai nulla per cui io sia meno portata dello stare in cucina. Diventerò Hemingway prima di riuscire a non bruciare il toast. Era ora di cercare aiuto.
Le possibili soluzioni
Rileggendo NTS ho pensato che l'idea era buona, ma si capiva che il lessico, lo stile e i dialoghi erano quelli di un principiante. La tentazione di mettere da parte NTS per dedicarmi a una nuova storia era forte, avrei potuto programmarla meglio e pensarla più a fondo prima di iniziare a scrivere, scegliendo personaggi molto diversi da me per non cadere nella trappola dell’autoreferenziale. Avrei potuto mettere NTS nel cassetto per un paio d'anni e riprenderlo in mano quando avrò più strumenti nella mia cassetta degli attrezzi, e quando sarò più sicura di me. Il problema è che ripartire quando non si è ancora arrivati non sembrava giusto, e le idee non arrivavano, le energie erano carenti. Per fortuna è arrivata a soccorrermi Anima di Carta, che ha risposto così ai miei dubbi:
Il mio consiglio è parecchio viziato da quello che ho fatto io, ma te lo do lo stesso. Mi sono trovata nelle tue stesse condizioni per ben due volte. La prima ho messo da parte il romanzo e ne ho iniziato un altro. Finito il secondo, ho ripreso in mano il primo e l'ho riscritto radicalmente. Sono abbastanza soddisfatta. Ora sto modificando anche il secondo. Entrambi mi sembravano buoni per certi aspetti, ma banali per altri, insomma avevo le tue stesse sensazioni.
In conclusione, ti suggerisco di non abbandonare questo romanzo, prova a pensare a come migliorarlo, potrebbe bastare un taglio diverso o un maggiore approfondimento dei personaggi. Se hai la sensazione che c'è del buono, è un peccato buttare tutto all'aria. E come tu stessa hai detto, ora hai esperienza.
L'entusiasmo torna, non preoccuparti!
Ci ho riflettuto e ho deciso che NTS ha le basi per diventare un romanzo degno di pubblicazione. I personaggi sono credibili, il cuore della storia batte forte, alcuni passaggi sono buoni e la trama non è scontata. Ci sono tanti, tanti, tanti miglioramenti da fare, scene da tagliare, descrizioni da aggiungere… quello si può fare, il problema è rispondere alle domande di base. Qual è la premise, l’anima del romanzo? Ho rispettato il contratto col lettore? Chi sono il narratore e il narratario?
La luce alla fine del tunnel
Incredibile ma vero, i blog di scrittura che insistono sull’importanza di ritagliarsi un orario fisso giornaliero per la scrittura, hanno ragione. Da un paio di settimane, ogni mattina apro il file di NTS e nient’altro. Non guardo la mail, non leggo i blog, non guardo se fuori c’è il sole. Mi siedo con una palpebra mezza aperta, e mi dedico a quello.
- Il primo ostacolo che ho dovuto affrontare è stato l’incipit. L’ho scritto, riscritto, l’ho spostato in un punto diverso della storia, ho anteposto un prologo, poi l’ho tolto, poi l'ho rimesso. La verità è che adesso come adesso non posso sapere quale sarà l’incipit. Di nuovo, finché non risponderò alle domande di base non potrò andare avanti. Se si vuole disegnare un cavallo, non ci si può fissare sui dettagli dei peli del naso se non si è almeno disegnato il profilo e scelto il colore dell’animale.
- Il secondo ostacolo incontrato è che per ogni domanda a cui si riesce a dare risposta ne nascono altre dieci, piccoli Gremlins fastidiosi che si riproducono senza controllo e ti sfidano coi loro sorrisetti impertinenti. Per fortuna anche l’entusiasmo si moltiplica, facendo nascere nuove sfumature dei personaggi, altri twist della trama e forse anche un finale più drammatico.
- Il terzo ostacolo è derivato dall'aver trasformato la passione in dovere. Convinta di dover seguire alla lettera i consigli dei manuali e dei blog, ho smesso di divertirmi, scrivere è diventato un compito in classe. Per riuscire ad andare avanti, ho dovuto lasciar perdere le regole, e per ora mi dedico ad affrontare una riga dopo l'altra. Ho scelto una scena centrale del romanzo, una delle mie preferite, e l’ho riscritta, rendendola perfetta. Il giorno dopo, l’ho riscritta, perché non mi sembrava più così perfetta. Il giorno dopo idem, ma mi è rimasto un po’ di tempo per dedicarmi alla scena successiva. Se continuo di questo passo, quando NTS vedrà la luce, sarà diventato un romanzo storico. Ma poco importa. Per ora mi basta sapere che ogni giorno visiterò il mio romanzo e pian piano spero che si abituerà alla mia presenza, lo addomesticherò come il piccolo principe con la volpe, sarò un amante attento e premuroso, gli dirò che non posso restare seduto in disparte... gli correrò incontro e gli griderò
Ma fammi il piacere
ti voglio aiutare
su fammi provare
ancora ti aamooo
ricominciamo...



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