Mi è piaciuto molto costruire il sito da sola con wix, anche se lanciavo saracche a tutto andare per le mie limitazioni tecnologiche. Mi dedico soprattutto alle donne, in momenti di cambiamento come può essere l'avanzamento dell'età, la maternità, la perdita di riferimenti che possono causare ansia, depressione e isolamento. Faccio anche interventi tipo life coach, per aumentare l'autostima, l'assertività sul lavoro, la salute psico-fisica e il successo nelle relazioni sentimentali. In realtà mi stanno capitando casi di ogni tipo, anche gravi, che accolgo a braccia aperte per accompagnarli verso il tipo di supporto che insieme decidiamo sia giusto per loro.
15.3.23
Schiocchi le dita e sono passati 6 anni
Mi è piaciuto molto costruire il sito da sola con wix, anche se lanciavo saracche a tutto andare per le mie limitazioni tecnologiche. Mi dedico soprattutto alle donne, in momenti di cambiamento come può essere l'avanzamento dell'età, la maternità, la perdita di riferimenti che possono causare ansia, depressione e isolamento. Faccio anche interventi tipo life coach, per aumentare l'autostima, l'assertività sul lavoro, la salute psico-fisica e il successo nelle relazioni sentimentali. In realtà mi stanno capitando casi di ogni tipo, anche gravi, che accolgo a braccia aperte per accompagnarli verso il tipo di supporto che insieme decidiamo sia giusto per loro.
12.3.21
Di libri e di sogni nel 2021
Quest’anno non sono riuscita a rientrare in Italia, per quanto vorrei poter essere vicina ai miei genitori e ai miei amici in questo momento difficilissimo. Speravo di venire a Natale, poi a marzo, poi a fine marzo… ma le cose non migliorano e temo che dovrò ricominciare la stagione lavorativa in Canada senza realizzare questo desiderio. In compenso ho la grandissima fortuna di trovarmi in Messico, in un villaggio di pescatori composto da tre vie incrociate, in cui è abbastanza facile rimanere isolati grazie all’aria aperta e alla scarsa popolazione. Non mi dilungherò sui dettagli del mare e del sole per non invogliarvi a tirarmi una ciabatta. Parliamo piuttosto della gioia del tempo libero che mi ritaglio ogni mattina quando il buon Neil porta fuori la bimba e io posso finalmente tornare ai miei amati libri, quelli che leggo e quelli che scrivo.
Per quanto riguarda i libri che leggo, negli ultimi anni sono molti più quelli che abbandono rispetto a quelli che mi prendono abbastanza da arrivarci fino in fondo. Per fortuna ho trovato ben due romanzi che mi hanno conquistata e ho goduto nell’immergermi completamente nelle storie.
Il primo romanzo è Lungo petalo di mare di Isabel Allende (2019), una mia grande eroina fin dal suo debutto con “La casa degli spiriti” nel 1993.
Purtroppo non sono riuscita a scaricare il testo in italiano (misteri dell’internet) e il contenuto è troppo complicato per poterlo leggere in spagnolo quindi mi sono accontentata dell’inglese, che coi suoi pochi vocaboli deruba i testi di qualsiasi poesia. Per farvi un esempio, nella versione italiana e spagnola si racconta di un figlio che durante la guerra porta a casa un candelabro rubato e la madre va su tutte le furie, si lamenta di avere “una serpe in seno!” e glielo fa restituire. In inglese, la madre, irata, dice “cos’hai fatto?”
Che anticlimax! Così si perde tutta l’intensità della scena, la poesia intrinseca al modo di dire. Possibile che un inglese non possa intuire il significato di “a snake in my womb?”
Ma passiamo oltre. Con questa storia l’Allende torna agli splendori degli anni ’90. La trama è uno spaccato di vita reale ambientato in un contesto storico-geografico intriso di amore, potere e morte, che sono i tre pilastri di ogni romanzo di successo. Gli eventi che ricordavo dai libri di storia sono raccontati da un punto di vista nuovo, allucinante nella sua crudeltà e precisione. La vicenda si dipana dalla Spagna pre-franchista al Sudamerica di fine millennio. I personaggi inventati prendono vita e accompagnano il lettore con le loro emozioni tangibili e si mescolano a personaggi storici, vengono aiutati da Pablo Neruda, giocano a scacchi con Salvador Allende, scappano da Pinochet. In più, come sempre, la magia dell’Allende sta nel dipingere la vita segreta delle donne, eroine senza superpoteri che riescono comunque a segnare chi le incontra grazie alla loro forza d’animo.
Il secondo romanzo è Eleanor Oliphant sta benissimo, il best-seller di Gail Honeyman (2017). È il suo romanzo d’esordio ed è già uscito da qualche anno, per cui sono subito andata a cercare se ne avesse scritti altri. Su Goodreads c’è un suo secondo romanzo dell’autrice, senza titolo e senza descrizione, che in effetti non esiste. Miracolosamente, Untitled number 2 ha già varie recensioni. Questo un po’ mi ha fatto innervosire, un po’ mi ha dato soddisfazione. È la prova che davvero non val la pena farsi delle pare per i commenti del pubblico.
Tornando a noi, la storia di Miss Oliphant è una di quelle che mi piacciono tanto, Eleanor stessa racconta di come vive e di come sia arrivata fin qui, e pian piano il lettore scopre insieme a lei, anzi, ben prima di lei, la verità sul perché, in effetti, non stia affatto bene. Il linguaggio è fantastico, nella versione originale, i riferimenti alla vita scozzese sono divertentissimi, almeno quelli che ho saputo cogliere in quanto condivisi con la mia vecchia vita inglese. Eleanor è amabile nonostante nella vita reale sarebbe terribilmente irritante e insopportabile, complimenti all’autrice per aver saputo creare un personaggio così pieno e mostrarci il mondo con occhi nuovi. Ah, saperlo fare. E così arriviamo al secondo punto di questo post: i libri che scrivo.
Mi sto dedicando con gran entusiasmo a una nuova storia di fiction che prende spunto da una teoria psicologica in cui credo molto e che non è ancora stata pubblicata. Anche Non torno subito era nato come saggio di psicologia basato sulla teoria dell’attaccamento di Bowlby. Avevo notato come la maggior parte delle donne che conosco finiscano per finire sempre con lo stesso tipo d’uomo (sbagliato) e volevo dimostrare come questo processo fosse collegato alla relazione che si crea con le figure di riferimento (la madre o chi ne fa le veci) durante i primi anni di vita. Purtroppo qualcuno è arrivato prima di me e ha pubblicato il best-seller Attached. Magra consolazione sapere che avevo ragione. Così ho creato le ragazze che animano “Non torno subito” e le ho incaricate di rappresentare i diversi stili di attaccamento nelle loro azioni e nei processi decisionali. Intendo fare lo stesso coi personaggi del nuovo romanzo, ambientato nei mitici anni ’90. Non vi dico che emozione andare a rovistare nelle memorie della mia adolescenza! Mi stanno venendo in mente cose a lungo dimenticate, pensieri, gite, vestiti, figuracce, il tutto condito da meravigliose canzoni! Sto creando una playlist su Spotify che accompagnerà la mia scrittura e ho anche contattato persone che non sentivo da allora. Ovviamente le lacune da riempire sono infinite quindi mi serve il vostro aiuto: se avete tempo e voglia, raccontatemi cosa facevate negli anni 90, cosa facevate, chi erano i vostri amici, come e dove andavate in giro, come vi vestivate, che musica vi piaceva e cosa sognavate di fare da grandi. Ovviamente tra gli ingredienti del romanzo ci sarà anche una bella amicizia e una storia d'amore tragicomica.
Tornando seri, sto anche riflettendo su un nuovo progetto di non fiction, sempre relativo alla psicologia, incentrato sui più comuni disturbi mentali e zeppo di esercizi cognitivo-comportamentali… la scrittura in sé è la parte più difficile perché sono fuori forma, arrugginita. Per ora ho più domande che risposte ma sono felicemente sorpresa di vedere che la passione per la scrittura era solo sopita e che negli ultimi quattro anni ho raccolto moltissimo materiale e preso appunti ogni volta che mi veniva una buona idea. Presto vi racconterò di più, certi giorni mi sembra un’impresa impossibile, altri giorni faccio sogni di gloria. Chissà che mettendo insieme qualche osso sparso non ne venga fuori uno scheletro di dinosauro!
Ora lascio la parola a voi e ai vostri ricordi degli anni ’90!
Adiós amigos!
14.9.20
Vancouver Writers Festival
Domani 15 settembre 2020 saranno disponibili per l'acquisto i biglietti per il Vancouver Writers Festival. Ehmbé? Direte voi, dalle vostre casette italiane.
Quest'anno è online! Come tutto il resto degli eventi mondiali, anche il rinomato festival degli scrittori, di solito organizzato sulla bellissima Granville island di Vancouver, British Columbia, aprirà solo le porte virtuali.
Visto che molti di voi masticano bene l'inglese, non negatelo, perché vi vedo sui social che postate e commentate senza problemi, ho pensato di condividere con voi questa iniziativa, perché è un'occasione di ampliare i nostri orizzonti scrittori e confrontarci con autori ben diversi dai soliti sospetti.
Il festival dura dal 19 al 25 ottobre ma i biglietti di solito sono esauriti ben prima. Questo è il link dove potete trovare ogni evento con una foto dei partecipanti e una breve descrizione del contenuto trattato: EVENTI DEL FESTIVAL.
Io non conosco gli autori di quest'anno, a parte Caroline Adderson che ho incontrato personalmente qualche anno fa al Festival of the Written Arts qui sulla Sunshine Coast del British Columbia dopo la presentazione dei suoi romanzi. Si capisce bene quando parla, è interessante, divertente e può piacere a chi scrive narrativa per ragazzi e fiction mainstream.
Tenete a mente che Vancouver è a 9 ore in meno rispetto all'Italia quindi quando in Italia è mezzanotte qua sono le 3 del pomeriggio. L'ora cambia il 1 novembre (come se ci servisse un'ora in più di questo 2020... no grazie!) quindi non intaccherà la settimana del festival. Fate i vostri conti e non comprate gli eventi serali o dovrete alzarvi all'alba!
Vi saluto con una foto della costa pacifica devastata dagli incendi di questa settimana, per fortuna quassù in alto in alto (ho messo un pallino blu così potete trovarmi sulla mappa) c'è solo tanto fumo e per ora ce la caviamo stando tappati in casa con un po' di tosse e mal di testa. Quest'anno va così, non c'è niente da fare! Un abbraccio!
27.2.20
Cosa farebbe Tiziano Terzani?

6.1.20
La befana italiana
2.12.19
Biblioteca amor mio
"It makes my heart sing", dicono i canadesi. Mi fa cantare il cuore.
E ne ho bisogno, non sapete quanto. O forse sì. Tanti blogger hanno parlato del calo di tempo per potersi dedicare alla passione per i libri. Io stessa ho letto pochissimo e scritto ancora meno nel 2019.
Ho commentato il blog di Giulia dicendo che non ho letto neanche un libro, in realtà poi riflettendoci ho letto abbastanza, almeno un libro al mese. Ho letto poca narrativa, ecco, più che altro mi sono concentrata su manuali per genitori per cercare di sopravvivere alla mia "toddler" (bimba in età prescolare) e ho letto non fiction, lasciando a metà la maggior parte dei libri che ho cominciato, in particolare la povera Marie Kondo. So che sta facendo un successo incredibile col suo metodo di "decluttering", cioè una riorganizzazione della casa che prevede il buttar via, buttar via, buttar via. Io nelle sue parole sento solo una povera bambina affetta da disturbo ossessivo-compulsivo che è stata lasciata a sé da una famiglia assente e incapace di riconoscere il suo dolore. Per fortuna è sopravvissuta e ha imparato a vivere con le sue manie, non per questo dobbiamo far finta che sia una persona equilibrata e imitarla, gettando nei rifiuti (ben divisi per categoria, eh, che qua ormai c'è un cassonetto anche per i cassonetti) tutti i nostri ricordi più cari solo perché non sono materialmente utili alla nostra quotidianità.
Tornando a pensieri felici, in biblioteca posso trovare autori italiani che non troverei all'estero, a Reggio poi oltre alla mitica Panizzi dove studiavo quando andavo all'Università hanno ristrutturato una biblioteca di quartiere (San Pellegrino) trasformandola in un fantastico spazio con sala ragazzi, primo piano per il non fiction e secondo piano con la storia locale, perfetto per la ricostruzione storica del romanzo che ho in mente.
Mi sono fatta consigliare alcuni nomi (Pino Cacucci, Lorenza Ghinelli) e chiedo anche a voi di condividere le vostre letture preferite. Più invecchio più divento difficile da accontentare e il tempo è poco quindi vorrei leggere libri che mi possano aiutare a scrivere, ho in mente un romanzo sul genere del realismo magico, una saga familiare che si dipana su più generazioni con qualche elemento mistico (non fantasy) e tanti personaggi indimenticabili; una specie di "La casa degli spiriti" di Isabel Allende ma senza la connotazione politica, per intenderci. Al momento sto leggendo "Cecità" di José Saramago e posso solo dire che capisco perché abbia vinto il Nobel.
Vi abbraccio miei cari e aspetto di leggere i vostri classici post sulle vostre letture del 2019. Non lo dico perché è solo il 2 Dicembre... però so che sarà il 25 in un baleno, allora lo dico dai... tanti auguroni di Buon Natale!
10.12.18
Anch'io sola nel mio deserto
13.11.18
#me too - Numero nove
#metoo - NUMERO NOVE
Ringrazio Tratto d'unione per aver organizzato questa iniziativa che spero aiuterà tante donne a uscire da situazioni di abuso, violenza e discriminazione. Parlare è il primo passo verso la libertà.
Ringrazio Arianna Farricella per la fantastica immagine creata appositamente per accompagnare la storia. Mi viene la pelle d'oca ogni volta che la guardo, è perfettamente in tono con l'atmosfera del racconto.
Per ulteriori informazioni sul progetto e per partecipare leggete QUI.
Se volete parlarne in privato potete contattarmi tramite mail o social, trovate tutti i dati QUI.
5.11.18
#Me too
Il tema riguarda l'attualissimo movimento #metoo e propone ogni Lunedì una testimonianza scritta da una donna italiana che in qualche modo, in qualche momento, è stata vittima di abuso, violenza o discriminazione sessuale.
L'impegno che Tratto d'unione ha messo nel creare questa serie, a cui anch'io partecipo con un racconto che uscirà Lunedì prossimo 12 Novembre 2018, merita un inchino.
Voglio ringraziare lei e tutte le partecipanti per aver parlato e aver ispirato tante altre a uscire allo scoperto.
Qui di seguito trovate il post di Tratto d'unione con cui si apre il progetto e i link al suo blog dove potete leggere le testimonianze.

Arianna Farricella (1991), giovane e talentuosa fumettista, ha accettato di illustrare queste storie, perciò ogni racconto sarà accompagnato da un disegno creato appositamente da lei, che voglio ringraziare per la disponibilità e la sensibilità con la quale ha tradotto le parole in immagini. |
“Se tutte le donne molestate sessualmente o violentate scrivessero ‘Me too’ come status, potremmo dare alle persone un senso della vastità del problema.” (Alyssa Milano)

“Le molestie sessuali fanno vergognare, e penso che sia davvero importante che stia accadendo questo spostamento: che le donne non solo siano in grado di condividere la loro vergogna, ma anche di trasferire la vergogna su colui al quale appartiene veramente, cioè l’autore della molestia.” (Tarana Burke)
“Alla fine a farmi decidere di scrivere la mia testimonianza è stato il sentimento di riconoscenza verso quante, in tempi e forme diversi, mi hanno donato le loro storie, aiutandomi a leggere la mia.” (Assia Petricelli)
“È fondamentale per me che mettiamo veramente in atto alcune azioni per continuare questo slancio”. (Alyssa Milano)
9.7.18
Che libro portare in vacanza?
Ecco qualche commento dei miei lettori:
Fede: "24 ore fa ho iniziato il tuo libro e ora mi spiace di essere arrivata all'ultima pagina."
Andrea:" È davvero davvero bello. Mi ha preso su un sacco di cose più o meno vissute o pensate o desiderate o provate!"
Alice: "Vecchia, tuo libro quasi finito. Brava bravissima mi piace molto. Di quelli che non riesci a smettere di leggere".
Stefania: "Ha la dote dell'ironia Lisa e un italiano che scorre veloce, come le pagine che ho lasciato girare dal vento, leggendole d'un fiato sulla spiaggia."
Ceci: "Bello bello bello! Mi è piaciuto un sacco! Cercavo di mandare a letto Anna il prima possibile così nessuno mi rompeva le balls".
Franco: "Complimenti per la scrittura libera e senza ipocrisia".
Vally: "L'ho letto in due giorni, sotto l'ombrellone, sono riuscita a seguire il filo della storia anche se ogni tre per due dovevo alzarmi a correre dietro ai bimbi".
Sissi: "Mi è piaciuto molto, molto, molto. Voglio saperne di più della mamma di Mira e dei gioielli, serve il sequel!"
La trama:
Da ventisei anni il “Torno subito” è chiuso a prendere polvere, nessuno in paese sa cosa ne sia stato del proprietario, Santo Vergata, sparito senza lasciare tracce dopo aver messo un cartello alla porta.Dietro le quinte:
Il libro può essere letto a vari livelli: passa qualche ora in buona compagnia sognando di posti esotici, spremi le meningi mettendo insieme gli indizi che porteranno a svelare il mistero del "Torno subito" o immedesimati con i personaggi facendoti importanti domande esistenziali. Entra per le peripezie di Mira, resta per il segreto di Santo Vergata e porta a casa una nuova prospettiva di vita. In che senso?Perché la libertà (di essere se stessi) viene prima di tutto.
Chi è l'autore?
Se hai letto la mia biografia sai che mi chiamo Lisa, sono di Reggio Emilia e quest'anno arrivano i famigerati anta. Vivo in Canada e ho una bimba di un anno che non vuole saperne di lasciarmi dormire.
Per saperne più su di me leggi qui e guarda le mie foto su Instagram. Per info e collaborazioni scrivimi.













