In realtà, dieci son tanti, specialmente se si parla di libri che hanno lasciato un segno indelebile nella mia esistenza. Ne ho trovati sette, ciascuno dei quali mi ha appassionato e ispirato, in momenti diversi, per motivi diversi. Anche se sono storie fittizie i loro personaggi mi sono cari e le loro storie sono favole che mi porto dentro. Ci sono altrettanti libri di non fiction che hanno sortito il loro effetto sulla mia labile psiche, ma per non appesantire il discorso oggi li lascerò nella 'To do list'.
Ecco l'elenco dei magnifici sette (libri):
troverete pochi riferimenti alla trama dei romanzi, perché personalmente preferisco gettarmi in un libro a scatola chiusa, o quasi. Ho inserito invece alcuni aneddoti personali, perché ho aperto il de agostibus da meno di un mese e ho voglia di raccontarmi, di presentarmi a chi si prenda la briga di visitare il blog.
#1: Isabel Allende La casa degli spiriti (La casa de los espiritus, 1982)
Come ho già accennato nella recensione de Il gioco di Ripper, il primo libro di Isabel Allende che mi capitò tra le mani fu proprio il suo più primo e, ancora oggi, il più famoso. La casa degli spiriti contiene la giusta dose di magia per conquistarmi completamente. Ricordo perfettamente una sera in cui ero uscita in motorino con gli amici ma non riuscivo a pensare ad altro che andare a casa a proseguire la lettura di quella storia incredibilmente fantastica. Ero in quella fase della vita in cui si impara la crudele ineluttabilità della morte. La mia mente era concentrata sullo studio dei meccanismi emotivi, il mio cuore straripava di nostalgia, e le sofferenze di Clara, Bianca e Alba furono un balsamo lenitivo di cui ricordo ancora l'aroma.#2: Kazuo Ishiguro Non lasciarmi (Never let me go, 2005)
Di Kazuo Ishiguro adoro tutto, ma Non lasciarmi è la scelta obbligata per tre motivi.- Mi ha aperto gli occhi su un tema di cui non conosco molto ma che sicuramente avrà un impatto sempre più tangibile sulle nostre vite: la clonazione.
- Mi ha svelato il mondo della narrativa giapponese, che ho poi divorato instancabilmente per un paio d'anni, conquistata dalla coesistenza di uno stile lento e pacato per raccontare contenuti crudi, imbarazzanti o addirittura psicopatici.
- Mi ricorda la mia vita londinese, i viaggi in metropolitana tra casa e lavoro, quaranta minuti due volte al giorno col cappuccio in testa e il naso tra le pagine di un libro.
#3: Luis Sepùlveda Il vecchio che leggeva romanzi d'amore (Un viejo que leìa novelas de amor, 1989)
Ci rispostiamo in Sud America, patria di tanti grandi narratori che ho amato. Avrei potuto scegliere Coelho o Garcìa Marquez, ma Luis Sepùlveda ha un posto speciale nel mio cuore perché Il vecchio che leggeva romanzi d'amore è il primo libro che ho letto in Spagnolo. Leggevo ad alta voce armata di dizionario e matita, assicurandomi che non ci fosse nessuno nei paraggi a ridere del mio accento. Sono grata di aver imparato, perché per me un libro tradotto perde sempre parte del suo fascino.#4: Tracy Chevalier La vergine azzurra (The virgin blue, 1997)
Dopo aver letto e apprezzato La ragazza con l'orecchino di perla ho cominciato a seguire Tracy Chevalier, una delle poche scrittrici americane che apprezzo. Dei suoi sette romanzi, ho gustato lo stile unico, le idee originali, la ricerca approfondita degli argomenti trattati. La vergine azzurra mi ha tenuto sveglia la notte, cosa che purtroppo mi succede sempre più raramente, perché i nuovi best seller raramente mi conquistano a tal punto (o forse è solo l'età che avanza).#5: Jonathan Coe La casa del sonno (The house of sleep, 1997)
Ho sempre avuto un debole per lo stile britannico alla Nick Hornby. Recentemente alla lista si è aggiunto il giornalista del Guardian Chris Cleave, una scoperta fortunata. Al primo posto però rimane Jonathan Coe, di cui attendo i nuovi romanzi sbavando come il cane di Pavlov. La casa del sonno è un idea molto originale, di quelle che ti lasciano a chiederti come avrà fatto a pensarci, e perché non ci ho pensato prima io.#6: Alessandro Baricco Mr Gwyn (2012)
L'ultimo arrivato e subito finito nella top 7, Mr Gwyn è il primo romanzo di Alessandro Baricco con una vera trama e un finale ben definito. Ho già pubblicato la mia recensione ma ho voluto aggiungerlo anche qui perché sto usando il suo stile e la forma del dialogo come ispirazione per il mio romanzo. Inoltre mi pareva dovuto avere almeno uno scrittore italiano tra le mie influenze letterarie.#7: Cecelia Ahern Un posto chiamato qui (A place called here, 2006)
Cecelia Ahern è la donna che avrei voluto essere ma ormai non sarò più, quella che a vent'anni ha scritto PS: I love you e ha avuto un successo clamoroso (è anche la figlia dell'ex-Primo Ministro irlandese, che in questi casi aiuta). In realtà, avrà anche avuto vita facile, ma il talento e la fantasia non le mancano. I suoi libri sono semplici e leggeri ma non sono scontati, né rosa. C'è sempre un po' di magia che si intrufola nella vita reale, per far sognare il lettore senza scadere nell'assurdo. In Un posto chiamato qui, per esempio, il tutto parte dalla domanda: dove andranno a finire le calze spaiate? Se le ingoia la lavatrice? Perché, nemmeno cercando e ricercando, non si trovano mai più? Anche in questo caso, chapeau all'originalità, vorrei averci pensato io.
L'angolo del follower
Cosa ne pensate dei libri che ho scelto? Abbiamo gli stessi gusti letterari? Che libri ci sarebbero nel vostro elenco? Se avete partecipato al meme, aggiungete il link ai vostri commenti, come sempre ben graditi.
Buone parole a tutti!




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