19/10/14

Due inviti e un avviso


Invito a tutti i Pagliacci


Nei giorni seguenti alla morte del celebre attore Robin Williams mi è capitato di leggere online una breve scenetta che mi ha colpito per la sua brutale ironia. Non smettevo di pensarci, mi ronzava in testa ma non riuscivo a estrapolarne nulla, speravo di ricavarne una breve storia o almeno di capire che tipo di sensazione mi suscitasse. Alla fine mi sono decisa a chiedere aiuto, rivolgendomi a tre professionisti rodati che sapevo non avrebbero temuto una sfida: 


  •  Michele Scarparo, esperto di racconti brevi mozzafiato con twist finali impareggiabili;
  • il duo Spartaco Mencaroni + Coniglio Mannaro, complici rinomati nel settore "rimaneggiamento della realtà e produzioni distopiche".


Nel giro di pochi giorni il mio desiderio è stato realizzato e vorrei condividere con voi il risultato, con la speranza che qualcun altro voglia accettare la sfida e produrre qualcosa ispirandosi alla seguente scenetta. Sentitevi liberi di scrivere qualsiasi cosa vi attragga, che sia un breve racconto, un poema epico, un fumetto o un aforisma da Baci Perugina. 

Ecco la frase, prima in versione originale come l'avevo trovata online, poi in italiano, tradotta da Michele.


Man goes to doctor. Says he's depressed. Says his life is harsh and cruel. Say he feels all alone in a threatening world. Doctor says, "Treatment is simple. The great clown Pagliacci is in town tonight. Go see him. That should pick you up'. Man bursts into tears. "But doctor... I am Pagliacci"



Un uomo va dal dottore. Dice di essere depresso. Dice che la sua vita è dura e crudele. Dice di sentirsi solo in un mondo minaccioso. Il dottore gli risponde: “La cura è semplice: Il grande clown Pagliacci è in città, stasera. Vai a vederlo, ti tirerà su.” Ma l’uomo scoppia in lacrime: “Ma dottore, Pagliacci… sono io!”





Ed ecco i risultati della sfida:




Se deciderete di accettare la sfida siete pregati di postare il link alle vostre produzioni nei commenti. Anche se decidete di non partecipare sarebbe bello sapere i vostri pensieri sulla sfida o eventuali altre idee per mettere al lavoro i nostri esperti.


Invito a un'avventura metropolitana


Un altro invito riguarda un concorso letterario gratuito, organizzato dal sito Letture da Metropolitana. Entro il 16 Novembre 2014 si possono spedire i propri racconti inediti, di lunghezza non superiore a 8000 caratteri, ispirati al titolo «Un'avventura metropolitana». Le storie possono appartenere a qualsiasi genere letterario. Io intendo partecipare e spero vorrete unirvi a me in questa bella iniziativa. 

Il sito Letture da metropolitana pubblica ogni giorno una storia breve della durata di 3-5 minuti. Non è solo una piacevole compagnia; è anche un buon esercizio per aspiranti scrittori. Trovo molto utile leggere le storie degli altri, da cui traggo ispirazione e da cui imparo, specialmente per quanto riguarda la creazione di un incipit e gli errori da evitare quando scrivo.
Cinzia, Cristian e Bibiana si impegnano molto per mantenere il sito e si meritano il successo che stanno ottenendo. Spero di vedere i vostri nomi tra gli autori del sito nei prossimi mesi.


Infine, un avviso di lavori in corso.


L'antipatico maltempo perversa un po' ovunque in questi giorni, e qui nei boschi durante l'inverno capita spesso che rimaniamo tagliati fuori dal resto del mondo civilizzato del web. Durante l'ultimo blackout di due giorni, circa una settimana fa, la Musa ispiratrice deve essere rimasta impigliata alla rete di recinzione del mio giardino e da allora mi costringe a scrivere, scrivere, scrivere... giorno e notte, senza sosta. Il mio romanzo procede a gonfie vele, e nonostante l'insonnia e il mal di stomaco intendo cavalcare l'onda finché dura, vivendo un po' il mito dell'artista tribolato e spettinato. 
Spero che mi perdonerete dunque se mi capiterà di sparire dalla blogosfera inavvertitamente, tardando a postare o a commentare i vostri blog... o, ancora peggio, se in preda all'esaurimento lascerò in giro commenti polemici da zitella inacidita!

Buone parole a tutti!

12 commenti:

  1. Sono onorato che tu abbia scelto una traduzione mia... spero di averlo fatto bene: tendo ad essere piuttosto libero, nel farlo, perché mi piace preservare anche le impressioni che ne ricavo mentre leggo il testo originale. Sempre nella speranza che riesca a capirlo, il testo originale :)
    E grazie anche per le belle parole: è una grande soddisfazione essere stato scelto.
    Adesso sono proprio curioso di vedere altre storie, altre interpretazioni, di questa storiella dal riso molto amaro...
    Grazie anche per la segnalazione della "Metropolitana": mi piace, proverò a vedere se posso fare qualcosa!

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  2. Se partecipi anche tu al concorso non ho speranze! Bene, questo mi spingerà a superare me stessa.
    La tua traduzione m'è piaciuta proprio perché preserva il senso della versione originale senza modificarla troppo, cosa non sempre facile da ottenere.

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    1. Sei troppo buona con me e troppo critica con te stessa! E poi non sono davvero così sicuro di partecipare... il tema non mi "accende"...

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  3. La storiella è di quelle che restano impresse, in effetti, e ancora di più parlando di Robin Williams. Secondo me nelle sue interviste queste due facce contrastanti erano molto evidenti.

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    1. Ah, buona corsa! Che la tastiera ti sia leggera... ;)

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    2. Grazie! Sto cercando di tenere a mente la tua metafora del coltellino multiuso, ma credo che rileggere la prima stesura sarà il momento più propenso per aggiungere dettagli. Per ora mi basterebbe continuare a scrivere ogni giorno portando avanti la trama, che sta cambiando adattandosi a nuovi personaggi e nuovi ostacoli nel percorso che non avevo considerato. Sarebbe più facile scrivere un fantasy: c'è un errore nella linea temporale della trama? Fai una capatina in un universo parallelo e hai risolto il problema!
      Tu, invece, stai già scrivendo il terzo?

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    3. Con il fantasy non è affatto più facile, anche se lo sembra. Lì le persone sono già su un piede solo in apnea per credere alla storia; se ci infili qualcosa di poco logico la sospensione dell'incredulità va a farsi benedire!
      Il terzo? Ehm... il terzo se parto da "Due vite possono bastare." In realtà è il settimo. :D

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    4. Davvero? Io sono molto "credulona" quando leggo, gli scrittori fantasy hanno vita facile con me.
      Il settimo?!? Quindi ce ne sono quattro che non ho ancora letto? Ma sono pubblicati? E il settimo quindi è già in corso d'opera? Brava! Non vedo l'ora :)

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    5. Anch'io mi bevo quasi qualunque cosa, se la storia mi piace per qualche motivo.
      Sì, ci sono romanzi precedenti inediti: tre fantasy (parte di una saga) e "La donna con i guanti", sul genere di "Due vite possono bastare". Sono una stakanovista della penna, anzi, della tastiera. ;)

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    6. Chissà, magari un giorno o l'altro li pubblicherai! Siamo tutti fedeli schiavi della tastiera :)

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  4. Quella storiella si trovava in Watchmen, era una delle amare riflessioni di Rorschach.

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    1. Non avevo mai sentito nominare Rorschach fuori dal contesto accademico né mi interessa approfondirne la conoscenza, già le foto del fumetto e del film mi bastano per sapere che non sarebbe di mio gradimento. Prima di postare la frase ho cercato online per scoprirne la provenienza e ho trovato almeno sei diverse teorie, motivo per cui mi sono astenuta dal parlarne, sperando appunto che qualcuno lo sapesse e lo aggiungesse nei commenti. Quindi grazie!

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